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Scuola di Formazione Politica “Pensiero Futuro”

COMUNICATO STAMPA

PFScuolaNasce a Capaccio-Paestum l’associazione “Pensiero Futuro” – Scuola di Formazione Politica Permanente, con lo scopo di promuovere, istituire e coordinare attività di formazione, studi e ricerche nell’area delle scienze politiche e sociali, mediante l’organizzazione di convegni, stages, attività formativa e master. Tali competenze sono demandate specificamente alla Scuola di Formazione Politica, che costituisce il comitato scientifico dell’Associazione. Sarà compito della Scuola diffondere la cultura della politica attraverso i mezzi più idonei; promuovere, istituire e coordinare attività di formazione, studi e ricerche, con specifico riguardo all’area delle scienze politiche e sociali. La Scuola Politica sarà anche un Laboratorio, un Forum e un Osservatorio Politico. Sono già in programma collaborazioni con strutture scolastiche ed universitarie, oltre che con centri studi ed associazioni della stessa natura. Non una Scuola partitica, bensì una Scuola di politica, intesa come “arte di dirimere i conflitti”, quindi di interessarsi dei problemi della gente, delle necessità delle comunità e delle particolarità dei singoli ambiti territoriali. Per questo, la Scuola di formazione politica “Pensiero Futuro” è un luogo libero, aperto a tutti. Non si persegue l’indottrinamento di partito, ma lo sviluppo della capacità critica, rivolto non alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni. La formazione non può essere finalizzata alla ricerca del consenso elettorale, e nemmeno ad impartire direttive di partito su scelte contingenti. Deve, invece, perseguire la capacità di pensare, di interpretare criticamente le problematiche della società.

L’Associazione è diretta dal presidente Tommaso Pappalardo la direzione della Scuola di Formazione Politica è affidata a Glicerio Taurisano, mentre il Consiglio direttivo è completato da Rosario Buccella, Giuseppe Capo e Genny Nappo.

L’Associazione sarà presentata ufficialmente all’inizio del nuovo anno.

L’Associazione Pensiero Futuro

Novembre 12, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Attualità | , , , , , , | Ancora nessun commento.

Lettera aperta al PdL di Capaccio-Paestum

Ancor prima di iniziare con questo mio (probabilmente) insignificante parere è bene che ragguagli il lettore su una cosa per me di estrema importanza: “E’ ben nota la caratteristica del sottoscritto nell’essere moderato e costruttore di coesione, lungi da me anche il più sottile pensiero di patteggiare situazioni inesistenti o nel dare ragione a chicchessia. Per il sottoscritto, parlando di PdL, ogni elemento è fondamentale per costruire questa grande impalcatura, ognuno di noi, oggi, rappresenta il bullone di annodo per far si che questi s’ innalzi al cospetto di ciò che si vuole e che si deve costruire”. Mi è impensabile che ci siano nel cantiere demolitori pronti a buttar giù le basi occorrenti alla costruzione di piattaforme che, probabilmente, serviranno anche agli stessi. Ciò che mi necessità come Cittadino, Elettore ed Operaio Politico è vedere realizzato il PdL nella sua completezza associativa ed inizialmente configuratasi. A tal riguardo non posso, ne è vero, esimermi dall’esternare la lietezza nell’aver riscontrato in tante persone (soggetti politici e cittadini) la stessa identica visione. Sono certo che tutti possiamo dialogare, sono certo che tutti possiamo costruire un grande gruppo. Senza ambizioni, senza doppi fini e soprattutto lavorando per il territorio: unica risposta certa che le migliaia di elettori del centro destra stanno aspettando. Il resto diviene solo verso increspature le quali producono solo disorientamento. Ci stiamo smarrendo, che sia di poco o molto, non ha importanza, e smarrirsi è un po’ come spaventarsi: di cosa? di chi?… non ci è dato saperlo poiché nessuno di noi potrà mai avere l’opportunità di conoscerne il motivo se non si dialoga, se non si ha l’opportunità di esternare i propri dubbi o certezze, le proprie aspettative o esigenze; la via da seguire o quella da lasciare. Non possiamo più attendere oltre, non possiamo più sprecare energie su scarne strategie, queste, le strategie, occorrono agli eserciti quando si va in guerra e la guerra è l’ultima cosa che presume la civiltà e la moralità politica. Due sono le strade per non smarrirsi nel lungo tempo delle attese: la libertà e la dignità, esse sono la tradizione di una idealità di pensieri i quali vanno oltre alla vita stessa e, se accese di interesse comunitario, civile, sociale, ecco che ti diventano ricchezza inestimabile. La libertà di esporre il proprio pensiero, la dignità di ascoltare quello altrui. Il nostro compito è quello di individuare nuove e prosperose strade nella nostra società, al fine di garantire il ritorno morale della politica, strumento essenziale nel concretizzare scelte, operato e gestione della “res publica”. Strumento, altresì fondamentale per il confronto e la concretizzazione del fattibile per il proprio territorio. Occorre non credere al “primato personalistico” ed abbracciare la causa del “buon senso collettivo”, della preminenza culturale, piuttosto che condividere le sintesi dei diverbi i quali non giovano a nessuno. Credo siano maturi i tempi per decidere se continuare con i “programmi elettorali” o con “progetti concreti” da sottoporre agli elettori; se perseguire la strada dello scontro o l’audacia del dialogo; se si vuole disgregare o essere attori e compartecipanti di una realizzazione “fantastica” che è quella della coesione e dell’intesa politica, strumenti di costruzione e non di contrasto. Esiste una partecipazione straordinaria del nostro inconscio durante le nostre azioni, decisioni o dialoghi ed è il coraggio di suggerirci ciò che realmente pensiamo e che crediamo, ma per effetto delle irrazionalità, non ci è consentito di esternarlo, concausa: le simpatie o le antipatie personali, gli screzi, il dover e voler contraddire ad ogni costo ciò che il nostro interlocutore dice e magari questi non sta dicendo altro che le nostre stesse cose. Ecco, è un po’ come investigare nei comparti del centro destra di Capaccio: ci siamo, lo siamo, lo professiamo, lo condividiamo ma, ognuno per se e tutti per nessuno, almeno questo è quello che si vuol far credere, invece, il PdL esiste ed è formato da quella grande coalizione di centro destra che ha prodotto e maturato consensi eccezionali nelle passate competizioni elettorali, esiste, ed esistono gli uomini i quali si identificano nella umile compagine del servire la gente e il territorio. Non perdiamoci tra le mille insidie dell’approssimativismo ma generiamo insegnamenti utili ai nostri posteri. Non trascuriamo le esperienze di chi già da anni pratica politica, ma apprendiamo da loro i giusti suggerimenti del come operare. Non indossiamo le vestigia degli Ateniesi ma sappiamo essere contemplatori del dialogo. Non posso credere nella totale assenza anche di un piccolo spiraglio di volontà nel dialogare e nel collaborare, anche con le proprie personali idee, alla realizzazione di ciò che abbiamo professato negli ultimi due anni. L’appello che desidero far pervenire a tutti è quello del parlare, del confrontarci, dell’individuare le migliori soluzioni da seguire. Ognuno è importante nel lavoro di squadra e per chi crede in ciò sa che quando un componente resta a tergo della squadra, occorre saper fare un passo indietro ed aiutarlo a proseguire nel cammino precedentemente iniziato. Un appello dato evidentemente dall’ultima persona di questo fantastico mondo ma dato con una sincerità enorme. Possiamo se vogliamo e vogliamo se rispettiamo, so che si può sia volere che rispettare, occorre solo a noi essere umani decidere.

Con l’immutata stima di sempre

Glicerio Taurisano

Ottobre 2, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica Territoriale Provincia di Salerno | , , | Ancora nessun commento.

Politica, Comunicazione e Cittadini: un pensiero futuristico per il pragmatismo politico.

cittadinoL’idea di una nuova “forma” di comunicazione, a fronte della sola “informazione”, che le Amministrazioni e la Politica, da anni, perseguono al fine di non “vincolarsi” ne al dialogo ne al confronto con i Cittadini, pare essere la strada futura che Partiti e Movimenti politici devono, per effetto di richiesta e bisogno sociale, percorrere, se si desidera fare della propria comunità un riflesso di pensieri ed idee costruttive, nonché evolute.

La comunicazione, oltre ad essere arte, capacità e scienza è anche una componente essenziale per creare un filo diretto tra la “cosa pubblica” ed i “cittadini”.

La “Res-Publica” questo termine così clandestino e spesso ignorato che si aggira furtivo tra le informazioni (e non comunicazione) che la politica e le amministrazioni emanano, con frequenza quasi assordante, verso la comunità sotto forma di totale interesse co-partecipativo, a volte, anzi spesso, risulta essere un informazione contraddittoria e antiproduttiva per chi la professa e la diffonde, imponendo alla sua diffusione, arroganza e prepotenza, quasi a voler a tutti i costi evidenziarne l’autocrata collocazione nella comunità, e quindi ben distante dal suo concetto interpretativo reale.

Fino a qualche tempo fa il pensare alla Politica come strumento per migliorare la nostra vita e quindi, il paese in cui si vive, appariva come velleitario, utopico e per i più flessibili, filosofico.
Il vero è, che tutto ciò oggi ci appare più chiaro  poiché una vera “comunicazione” non è mai esistita in politica se non in forma del tutto falsa e tra l’altro non si è mai pensato alla Gente come risorsa primaria per la “fattibilità” della Politica ma sempre e solo come “elettori” nei tempi specifici delle competizioni elettorali, quindi in tali ambiti, l’elettore assorbe il vestigio del passaggio che il “politico” compie verso il “potere”, e li, il Cittadino ti diventa Comunità, Persona, Identità, mentre al di fuori delle competizioni elettorali Essi ritornano nel buio, scarno ruolo di sudditi.
La negatività di tale “convinzione” ancora e fortemente esercitata oggi, ne fanno specie i contesti territoriali, producono implosioni continue sia nelle Identità Politiche che nel significato della Politica stessa; infatti, l’aver convinzione che il Cittadino rappresenti esclusivamente la compagine elettorale fa si di allontanare sempre più le comunità dalla politica, costringendo la società a regredire (per effetto di apatia) sull’ importanza che ha il cittadino nella politica stessa e nella società, nonché costringere economia locale, sviluppo agricolo, turismo e commercio ad implodere, a loro volta, poiché non tutelate dalla “dottrina dialogica” e dal “comunicare politico”.

Oggi, la preminenza partitocratica deve lasciare il posto alla priorità assoluta del dialogo, della comunicazione e della centralità del Cittadino nella politica locale e in quella nazionale, occorre vincolarsi al naturale rapporto sociale: “Cittadini-Politica” attraverso il colloquiare, comunicare ed evidenziare i bisogni, le esigenze e le aspettative per poi trasformare il tutto in un contesto statutario e comunitario di partecipazione attiva alla vita socio-politica, un bene che ogni comunità deve difendere per effetto ed applicabilità di democrazia, costruendo così intenzioni, volontà e progetti del fare, del costruire, del progredire.
Altrettanto vero è che la “cosa pubblica” intesa come strumento occasionale ha terreno facile nella condivisione di “pochi”, e consapevoli di ciò, c’è chi su queste iniziative sta già lavorando, con responsabilità e determinazione, per far emergere dialogo e comunicazione tra gli “Operatori Politici” e i “Cittadini”.
Sono convinto e combattivo sul proposito di costruire insieme a tante persone un disegno pragmatico ed evolutivo sul fronte del dialogo politico, senza paletti di confine, senza partire già convinti che l’uno ha idee diverse da un altro: se le idee, per quanto diverse e disuguali possano apparire, hanno tutte, indistintamente, capacità di trasferire confronto, informazione e dialogo, allora sarà anche vero che scambiarsele vorrà dire costruire armonicamente ed insieme un futuro migliore.

Il grande progetto del “Pragmatismo Politico” che insieme a tante centinaia di persone sto condividendo in tutta la Provincia di Salerno è fondato esclusivamente sul principio dialogico: parlarsi, confrontarsi, costruire, elaborare, formarsi, per accedere alla consapevolezza che ogni singolo “individuo” non solo è parte integrante di una comunità, ma soprattutto è centralità irreversibile di pura esistenza sociale. Le nostre terre sono state da anni saccheggiate in tutto, per lo più nella identità socio-politica di ognuno di noi, riversando su antropologiche utopie, le assurde menzogne che il cittadino vada tutelato in tutte le sue funzioni sociali, culturali ed esistenziali, ma così non è se guardiamo all’archetipo della gestione della cosa pubblica, che per lo più in diverse realtà è diventata “res mea”.

Occorre lavorare, quindi, per un grande progetto di “risanamento” del nostro territorio, a partire dalla gestione della cosa pubblica fino alla tutela ambientale, culturale e storica dei nostri paesi; dobbiamo fuggire dall’appartenenza assolutistica e partitica, e rispettando, in vero, le idee politiche di ognuno, contribuire tutti a tracciare la strada giusta che ci conduca verso obiettivi di assoluta concentrazione sociale: la collettività.
E’ pur vero che la politica territoriale segue, inconsapevolmente, quella nazionale, e di contro, quella nazionale neppure guarda ai territori se non nelle fasi acute di probabili o certe elezioni.

Già da qualche anno, per lo più tra Giovani e Donne, esiste una certa riluttanza all’interessarsi alla Politica, sia in contesti territoriali che in quelli più accentrati ed impegnativi, causa la maggiore sensibilità che quest’ultimi hanno a confronto della tenacia dei soliti noti personaggi politici i quali seppur certi di essere indicati come “guru delle instabilità dialettali politiche”, continuano, indisturbati a conquistare terreno, facendo diventare la polis una lobby, e ciò è incredibilmente antisociale, antidemocratico, antipolitico.

Promesse, ambizioni, velleità, personalismi, sono soventi ristagnare nelle più classiche metamorfosi che soggetti e dottrine politiche vedono susseguirsi con una facilità impressionante.

Più volte e in più anni è stato ricorrente ascoltare da diversi mittenti la parola “basta” ma ciò conta poco se al di là delle ipocrisie soggiogano le astuzie che seppur messe in campo con classica vestigia puritana è di gran lunga ben individuabile la sua falsità e negazione di intenti.

Il fermarsi all’ “ora basta” di certo non è sufficiente, occorre individuare “nuovi soggetti” da avviare alle attività politiche, soggetti nuovi, leali, senza interessi e per lo più individuarli tra i Giovani.

E’ addivenendo su tale pensiero che ritengo sia importante “ora” accentrarsi su una scelta fondamentale ed importante per il futuro non solo politico, del territorio, ma anche e soprattutto sociale per quei Giovani che tanto hanno da dare alla comunità ma che quest’ultima, attraverso il circolo vizioso dell’approssimativismo e del superficialismo di una Politica blindata, nulla offre per far si che il “futuro naturale” – quale presto individuato proprio nei Giovani – sia tutelato, aiutato e lasciato evolversi attraverso il Nuovo Pensiero del fare: “la concretezza Politica”.

La quale attraverso i concetti epistemologici delle Scienze Politiche si addentri fino a superare le barriere filosofiche, seppur utili, di una metodologia di pensiero politico ormai non più idoneo a manifestare efficacia e fattibilità di un’attività politica che sia propria dell’espressione “polis” e non concentrata, né vero, sull’espressione: politica = riluttanza.

Un percorso che vuole darsi forma attraverso la Comunicazione Politica e non sulla sola Informazione, sulla Formazione e non sulle Indicazioni, sulla Fattibilità e non sull’Approssimativismo Opportunistico.

Operatori Politici che siano espressione omogenea degli Individui costruttori e parti integranti della comunità territoriale.

Sulla base di domande costruttive, ovvero, quali indicatori e in che modo la Comunicazione e la Politica devono incontrarsi; in che modo e quali contributi può offrire la Comunicazione alla Politica e viceversa ed infine sulla base di quale criterio e quali studi, creare, formare, manifestare ed applicare il Pragmatismo in Politica, vuole e deve muoversi il nuovo principio e metodo di “fare e far fare politica”.

Se c’è un idea che ci risulta facile esternare è senza dubbio questa: “la politica, quella vera, nessuno la fa…” è un  po’ come dire che in questo nostro mondo tutto è imperfetto tranne me stesso…. ma occorre su tale concetto (seppur ben nascosto per lo più da dialettiche molto individualistiche) affermare il vero concetto socio-politico, il quale è proprio dell’uomo individuo in qualsiasi società egli vive: “come posso pensare che questo nostro mondo sia perfetto, quando l’imperfezione parte da me stesso?”

Giugno, 2009, Glicerio Taurisano

Giugno 4, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Comunicazione, Politica, Societa | , , , , , | Ancora nessun commento.

Colloquio con il Presidente Emerito della Repubblica …..

Colloqio con il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga alla vigilia dell’entrata in vigore della riforma dei servizi di intelligence.
Oggi, 10 settembre, entra in piena funzione il nuovo sistema dei servizi di intelligence e di sicurezza.
Cosa prevede?
Ma, ho visto in vita mia già tante riforme che penso che, pur avendo già ottant’anni, ne vedrò ancora almeno un altro paio…
Sembra che Lei non abbia molta fiducia….
Per quanto riguarda le persone, ho piena fiducia. De Gennaro, Branciforte e Piccirillo dovrebbero essere un “trio vincente”…
Perché dice “dovrebbe” ?
Perché devono operare in un quadro di assoluta incertezza.In Italia, vecchio retaggio della “guerra fredda interna”, esiste una diffidenza diffusa verso i servizi segreti, nel nostro Paese non esiste alcuna cultura dell’ “intelligence”: non credo che siano molti i politici e anche le altre persone dell’ “establishment” che sappiano quale sia la differenza tra “polizia” e “intelligence & security”, e poi la legge è indecifrabile: un insieme di oltre quaranta articoli da cui non si riesce a capire neanche quale siano i criteri di ripartizione delle competenze tra l’AISE e l’AISI.
Ma almeno Lei le ha comprese…
No, assolutamente no! Nel Regno Unito, nella Germania Federale, negli Stati Uniti, in Svizzera, in Canada, nella Federazione Russa, il criterio è chiaro: un servizio si occupa dello “spionaggio” (semplifichiamo i termini) e del controspionaggio all’interno, e all’altro espleta questi compiti fuori del territorio nazionale: in qualche caso travalicare questi limiti è addirittura reato. Qui è tutto confuso e si corre il rischio di avere sovrapposizioni o addirittura contrapposizioni! Un assoluto pasticcio! E sullo sfondo si delinea, a quanto mi si dice, uno scontro tra AISE e AISI…E poi..
Altro ancora?
Vi è anche un altro servizio, quello prettamente militare, dico “prettamente”, perché l’AISE, l’agenzia per le informazioni e sicurezza esterna, è per la sua composizione e mentalità ancora militare, un servizio chiamato : Reparto per le Informazioni e la Sicurezza (RIS), un reparto dello Stato Maggiore della Difesa, un servizio che per di più è l’organo centrale della Polizia Militare, formata di personale dei Carabinieri dipendenti esclusivamente dal Ministro della Difesa, e che ha ottenuto una piena indipendenza dal potere politico, dipende solo dai vertici militari, è sottratta al controllo del Comitato Parlamentare, e in più, avendo alle sue dipendenze ed anche nei suoi ranghi un folto gruppo di Carabinieri, a differenza delle altre due, può esercitare funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria ordinaria e militare.
Quale è quindi la “Sua” visione del futuro?
Cosa vuole, i servizi di informazione e sicurezza hanno come loro principale, non dico avversario, ma “nemico”, la magistratura che non ha mai sopportato, salvo durante gli “anni di piombo”, che esistessero servizi non da loro dipendenti. Si deve a questo, oltre che al suo spirito di estrema sinistra, anzi e chiedo scusa all’estrema sinistra, “girotondino”, la sfascio del SISMI operato dalla Procura della Repubblica di Milano…
Ma come andrà a finire?
Per quanto vi è di pasticciato e di confuso in questa riforma, essa sarà sempre riformabile in meglio, e non ci vorrebbe molto. Ma vi è sempre il pericolo incombente del giudizio della Corte Costituzionale che deve ancora decidere su due o tre ricorsi per conflitto d’attribuzioni presentati dal Governo Prodi proprio contro la Procura della Repubblica e poi anche contro una sezione del Tribunale Penale di Milano che procede contro l’ex-capo dell’ex-SISMI, contro il capo di una sua importante branca, il Controspionaggio, e contro agenti di questo servizio per il caso della “extraordinary rendition” compiuta da agenti della CIA, e per la quale i magistrati avevano richiesto al Governo di ottenerne l’estradizione, cosa che il Governo Prodi si è rifiutato di fare…
In che senso vi è un “pericolo incombente”?
Anzitutto, la Corte Costituzionale contro la istituzione della quale, come contro la istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura e il così detto “autogoverno” della magistratura,si era battuto con grande determinazione all’Assemblea Costituente il Partito Comunista Italiano, è notoriamente ostile a questo governo e per questo ed ancora di più per la sua paura e ossequio servile nei confronti dei magistrati, e per questo è non probabile, ma certo che esso non darà torto ai magistrati, ma al potere esecutivo, spazzando via l’istituto del segreto di Stato e con esso i servizi di informazione e di sicurezza. E già adesso mi si dice che se i nostri ec-SISMI ed ex-SISDE chiedono che ora sia a qualche agente o dirigente della CIA, della branca intelligence del Federal Bureau of Intelligence, o del Secret Intelligence Service o del Bundesnachrichetndienst, si sentono rispondere: “Non ho l’orologio!”.
Fonte: Il Tempo.it – 10/09/2008

Settembre 11, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , | Ancora nessun commento.

Il PdL in provincia di Salerno

Non desidero rispolverare qui l’Apologia di Socrate, strumento davvero necessario per la comprensione della Politica e della sua sofisticata strategia; ma pur vero è che se di Politica vogliamo trattare non possiamo rinnegare ciò che è stata la nostra lezione base sia Essa proveniente dal sapere accademico o da quelle “scuole politiche” che ultimamente (e fortunatamente) si vanno creando sul territorio Italiano.
Quello che è avvenuto nella Provincia di Salerno ha il sapore accademico non solo di una maturità politica di appartenenti al PdL, ma evidenzia con marcata professionalità un lavoro ed un’attività che magistralmente condotta ed apportata da esponenti capaci di allocare con sinergia i molteplici tasselli, hanno incorniciato il “Quadro” della Vittoria.
Una vittoria che ha smontato la casta della sinistra nella gestione amorale dei voti per mezzo di sinistre minacce o favoritismi e non da ultimo per proprie incivili e banditeschi interessi personali.
Vedere la cupa e triste immagine di amministrazioni intere di sinistra accovacciarsi dinnanzi ad un risultato elettorale sorprendente e magnifico ha valorizzato ancor più il lavoro che sia nel grande che nel piccolo è stato portato avanti con sinergia, coesione, professionalità e maturità politica.
Aver vissuto in prima persona e con un gruppo eccezionale questa Campagna Elettorale, ha elevato, accresciuto ed evidenziato la mia stima verso tutti coloro che “disinteressatamente” hanno creduto in un programma sinergico, chiaro, avanzato e leale verso i cittadini e gli elettori tutti; un programma che ha ridato la libertà al Popolo Italiano, ha ridato quell’Identità Politica a tutti gli italiani che ormai sembrava essere persa del tutto.
Gli eventi sono tali proprio perché presumano risposta eccezionale e positiva, e l’evento del Dicembre 2007, per tramite del Presidente Berlusconi, ha prodotto ciò che oggi stiamo vivendo ma con la certezza di restare sempre più con i piedi ben piantati a terra, senza ne alter ego ne ergo sum, senza cullarci in un risultato tanto positivo quanto politicamente conquistato, senza ne dimenticarci ne abbozzare a chiuderci in difesa contro un’altrettanta compagine politica che non si rivede ne si identifica negli interessi dei cittadini.
Ragion per cui occorre che sulla base di questo risultato elettorale, il PdL vada in costituente e si materializzi in un unico grande Partito del Popolo della Libertà, allorché ci aspetta ancora tanto lavoro da fare: i cittadini hanno riconquistato la loro Identità Politica, ora il PdL ridia dignità alla Provincia di Salerno, alla Regione Campania.
Noi tutti siamo pronti al più cospicuo lavoro, all’allineamento, rispetto e credo dei principi fondamentali del PdL, Ci siamo e vorremo esserci, oggi e in futuro, per costruire, creare e con stima e rispetto Ringraziare del lavoro fatto e della disponibilità politica che autorevoli esponenti hanno saputo così ben rappresentare e convogliare un lavoro così perspicace al fine di produrre il risultato ottenuto nella provincia di Salerno.
Anche se da “Operatori Politici” ci sentiamo moralmente e politicamente orgogliosi non solo di rappresentare il PdL ma anche e soprattutto di ringraziare tutti i candidati e tutta la dirigenza politica Regionale, per averci dato la possibilità di vivere momenti di straordinaria esultanza con quest’ultima campagna elettorale; momenti che siamo sicuri di rivivere non solo nelle prossime competizioni territoriali ma anche provinciali e regionali.

Maggio 6, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , , | Ancora nessun commento.