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PdL Social Networks, altro modo di fare politica

n61843539976_4108PdL SOCIAL NETWORK CIRCOLO PROVINCIALE SALERNO

Nascono i Circoli PdL del Social Network, solo un nuovo modo di fare politica o il futuro della comunicaizone politica? Certo che nell’era dell’Information Tecnology non poteva mancare la Politica. Probabilmente ciò vorrà segnare non solo una nuova metodologia ma anche e soprattutto cercare nel “basso impero” le voci giuste per una politica seria, pragmatica, fattibile, e più di tutto di pari dignità.

Invito chiunque dell’area PdL ad iscriversi al gruppo PdL Social Network circolo Provinciale Salerno, un gruppo che racchiude iscritti di tutta la provincia salernitana (per lo più alto e basso cilento, vallo del diano e piana del sele). Diamoci voce, produciamo vera politica sempre nel rispetto e condivisione dello statuto del Popolo della Libertà

Informazioni di base

Tipo:
Descrizione:
PdL Social Network Provincia di Salerno- Circolo Provinciale del Popolo della Libertà: facciamo politica pragmatica, seria, dialogica, meritocratica.

Informazioni e adesione:

http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=101947611187

E-mail: pagina contatti del Blog oppure FB
Posizione geografica:
Capaccio, Italy

Luglio 21, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica Territoriale Provincia di Salerno | , , , | Ancora nessun commento.

AZZERAMENTO DELLA GIUNTA VENDOLA

popololibertaL’inchiesta di Bari dimostra che il premier non c’entra mentre la sinistra è dentro fino al collo.

La campagna mediatica sullo scandalo a luci rosse dell’escort Patrizia D’Addario ha innescato un effetto sicuramente indesiderato: è il Partito Democratico, infatti, la prima vittima del terremoto politico scatenato dall’inchiesta della procura di Bari sull’imprenditore Tarantini, indagato per induzione alla prostituzione, visto che al governatore Vendola non è rimasto altro che azzerare la giunta dopo le indiscrezioni giudiziarie su un possibile avviso di garanzia al suo vice, Sandro Frisullo (Pd).
Dalle intercettazioni della Guardia di Finanza è emersa una stretta amicizia tra Tarantini e Frisullo. A che titolo? Il pm Scelsi lo deve ancora accertare, ma si ipotizza un intreccio tra politica e affari nella fornitura di prodotti e servizi sanitari, una gestione sanitaria permeabile di elementi lobbistici, affaristici e corruttivi. L’inchiesta è concentrata sugli appalti truccati e sul giro di feste pugliesi, in cui i leader locali del Pd incontravano imprenditori ed “amiche occasionali”.
La mannaia ha iniziato ad abbattersi sulle teste di dirigenti e tecnici d’area del Pd, prima fra tutte Lea Cosentino, lady Sanità, direttore generale dell’Asl barese in forza al Partito Democratico, accusata di aver favorito le forniture da parte delle società di Tarantini. Che la sanità pugliese sia nell’occhio del ciclone, del resto, si evince anche da una recente indagine della Corte dei Conti, la quale ha accertato che il buco sanitario regionale, negli anni 2006 e 2007, non ammonta a 481 milioni di euro ma a 971. Una differenza di 490 milioni di euro, dunque, un’enormità. E mentre la politica pugliese si agita in previsione delle ormai vicine elezioni regionali, la procura prosegue le sue indagini sul fronte della corruzione per le protesi ortopediche della società di Tarantini.
Dunque, ieri abbiamo capito che la furia mediatica in queste settimane si è accanita sui bruscolini per dimenticare le vere travi giudiziarie. Insomma, nell’inchiesta di Bari Berlusconi non c’entra assolutamente nulla, mentre il Pd ci è dentro fino al collo, tanto da indurre il governatore a far dimettere tutti i suoi 14 assessori. Eppure i pretoriani de La Repubblica continuano quotidianamente, come un disco rotto, a condurre una campagna furiosa contro il premier, prendendo perfino le distanze dalle sagge parole del Capo dello Stato, che ha invocato almeno una tregua nelle polemiche alla vigilia del G8. Il vicedirettore Giannini ha sentenziato: “…Questi sono i fatti.
E dove esistono i fatti c’è il giornalismo, che non può e non deve mai conoscere tregua”. Ineccepibile. Ma i fatti che coinvolgono Berlusconi dove sarebbero? Gli unici che stanno venendo a galla riguardano ben altri ambienti politici, in particolare il Pd e l’amministrazione di centrosinistra guidata da Vendola. Eppure, per La Repubblica, l’indiziato resta solo e sempre Berlusconi, nonostante che il procuratore di Bari abbia escluso la possibilità anche solo di sentirlo come testimone. Altro che fatti, il loro è un giornalismo che non parte dai fatti per approfondirli, ma che confeziona delle ipotesi per trasformarle in false verità da dare in pasto ai lettori. Anche se alla fine i fatti, come dimostrano gli ultimi sviluppi dell’inchiesta di Bari, finiscono per aver ragione sulle strumentalizzazioni, che diventano boomerang.

Luglio 2, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , , | Ancora nessun commento.

Salerno:Provinciali..mentre l’UdC insiste sulla Vice Presidenza…

edmondo-cirielli2Salerno: Provinciali.. mentre l’UdC insiste sulla Vice Presidenza e un consigliere ci dimentichiamo di chi in questa campagna elettorale ha dato di gran lunga molto di più dei famosi “capitani” della politica salernitana: magia del potere politico….

Nell’epoca remota, quando sui campi di battaglia si udivano solo i suoni del ferro delle spade e le urla dei feriti, ogni soldato che faceva ritorno a casa seppur con qualche lieve ferita, esultava per la gioia di potervici ritornare vivo. Epoca passata: oggi seppur “le guerre” sembrano fatte tutte di promesse, richieste e pretese (magari!) già, quelle guerre politiche dove i capitani o i colonnelli o meglio i generali dall’alto del colle che sovrasta il campo di battaglia si inebriano e si gustano i risultati delle proprie strategie, pare che spesso ad un patto stabilito subentrano le pretese. Capacità anche qui?.. ma a discapito di chi? dei soliti fessi che in politica lavorano facendo si che questi nobili “esecutori” approdino a cariche e sottocariche senza neppur, magari, trasudata una sola goccia di sudore. Ahi, Ahi, poveri noi illusi di dare alla politica il nostro tempo solo per passione e per amore di un credo. Comunque, trovo questo articolo del Presidente Cirielli che sembra dare risposta all’UdC, il quale mi pare importante lasciarlo ai posteri:

«Sono io il presidente e farò una scelta tra il meglio che c’è. La Carfagna la stimo e l’ascolterò e terrò in considerazione il suo pensiero. Fuori dalle logiche spartitorie. Il resto è calunnia». Cirielli risponde subito quando sente delle rimostranze dell’Udc e le voci che dicono che la Carfagna sarebbe messa in secondo piano nella fase di scelta degli assessori provinciali. Risponde a Luigi Nocera che punta alla vice presidenza per il suo partito: «Siamo la seconda formazione per consensi ottenuti. I patti sono questi, a noi spetta la vice presidenza e un assessore». Sarà il tormentone della settimana. E se Cirielli nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione degli eletti e all’insediamento (previsto per metà settimana), intenderà varare la giunta, sarà anche il tema che infuocherà la politica locale. C’è anche il tema dei sindaci eletti che complica la vita al presidente, quanti saranno nell’esecutivo? «Quelli che hanno alle spalle una gestione consolidata del loro comune, e magari governano da sette-otto anni e sono più liberi, possono starci. I giovani al primo mandato magari hanno da fare sul territorio…», azzarda Cirielli. E sul tema vice presidente: sceglierà uno del Pdl o dell’Udc? «Punto ad una donna vice presidente…», conclude secco. Ed ecco dunque il toto assessori. Intanto il numero: è fissato in dieci più due esterni in quota direttamente al presidente. Sono assodati gli assessori con nome e cognome Bellacosa e Feola «esterni», l’assessore Gambino al turismo, Antonio Iannone al Personale, Giovanni Romano all’Ambiente. Sono senza nome due assessori all’Udc (o in alternativa un assessore e il presidente del consiglio); un assessore all’Mpa; uno all’Udeur. Poi si entra nel novero delle probabilità. C’è Gerardo Soglia, il parlamentare del Pdl pronto a dare una mano; e c’è una scelta della Carfagna forse anche tra i suoi fidatissimi del partito in città: da Zitarosa a Anna Ferrazzano. In corsa c’è lo stesso Luigi Nocera per il posto spettante all’Udc. Ma Cirielli guarda con simpatia sopratutto ai giovani e avrebbe piacere di lavorare nell’esecutivo con Carpentieri o D’Agosto. Quindi c’è la squadra dei sindaci: sono quattro nel Pdl e scalpitano per avere visibilità oltre la loro cinta daziaria. Ma c’è anche da verificare cosa spetta a Forza provincia e Alleanza per Cirielli, le liste di emanazione del Pdl. Su tutto incombe l’incognita delle regionali: sono molti, da Gambino allo stesso Nocera a Ernesto Sica, a Eva Longo a puntare alla corsa a Santa Lucia; e quindi di qui ad un anno si rischierebbe di dover ricominciare da capo nella composizione della giunta. Già da ieri è cominciato il giro di telefonate, domani sera De Mita sarà a Salerno, ma c’è già stato qualche contatto telefonico: una triangolazione Cirielli-Carfagna-De Mita che è sostanzialmente servita a farsi gli auguri oltre che a tastare gli umori. Sono tuttavia gli accordi regionali (una vice presidenza a Napoli per l’Udc potrebbe smontare qualche pretesa a Salerno?) a fare da cornice all’intesa locale. «Io dico che siamo stati determinanti per la vittoria, sia a Salerno che nel resto della Regione. Siamo un partito identitario e il centrodestra senza di noi non sarebbe riuscito ad arrivare dov’è arrivato. Su questo è necessario avviare una riflessione anche politica», dice Luigi Nocera. Il quale sul suo impegno diretto aggiunge un sibilino: «Ci sto pensando». E sulla pregiudiziale del vice presidente donna conclude: «Nell’accordo si diceva solo…. possibilmente donna»  [tratto da: elezioninews.net]

Ebbene, a chi non fa piacere che la squadra degli assessori venga individuata presto: 15 anni di getsione della provincia di salerno da parte della sinistra sono più che sufficienti per essere contenti per il risultato ottenuto, un risultato che forse, sotto sotto solo l’UdC crede di aver fatto raggiungere, così non è, quando è partita la macchina organizzativa della campagna elettorale, per lo più sui territori si sono stabiliti dei ruoli “individuali” ed “occasionali” per lavorare per questa o per quell’altra lista, ho prove di persone dichiarate PdL che alla fine sono state fondamentali nel aver dirottato voti sulla lista dell’UdC: per carità nulla contro l’UdC, ma da qui a dire che è stato fondamentale nella vittoria credo che ci si è allungati un pò troppo.

Spero che Edmondo Cirielli faccia la scelta giusta ma soprattutto spero che Chi Tiene i Fili faccia la scelta giusta, non è digeribile, almeno per chi da l’anima per il partito, vedersi alla fine governare da, seppur illustri ed autorevoli personaggi, persone che nelle liste neppure erano presenti, ma soprattutto Ricordiamoci che tra pochi mesi ci saranno le elezioni Regionali, già quelle che farano ragionare ancor più gli Elettori!

 

Giugno 15, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica Territoriale Provincia di Salerno | , , , , | Ancora nessun commento.

C’è chi vince..e pensa al da farsi e c’è chi perde e canta vittoria

elezioni_schedaSuccede quando la rassegnazione stenta ad arrivare, ebbene è sempre così, ci si culla non in sogni (poichè abbiamo visto che i sogni diventano realtà) ma in “sonni profondi” quelli che ti trasformano i “sogni” in pura fantasticheria. Beato chi seppur “consapevole” della propria fine storica politica lascia ad intendere, ma a chi poi non lo sappiamo, che la realtà è diversa: e i numeri?…i dati?…gli elettori?… no questi non sono apaprsi nel profondo sonno del Pd, del suo Segretario, dei suoi componenti. Allora ecco che un bellissimo articolo di Mario Giordano (Il Giornale, 9.06.2009) tenta un ultimo sforzo nel far capire al Pd che la realtà è questa, nella quale il Popolo della Libertà: composti, seri, e consapevoli di esercitare un’attività politico-amministrativa a pro del cittadino, si sta apprestando a mettere in campo.

IL TRIONFO DEL PDL ALLE AMMINISTRATIVE

Se questa è una vittoria, beh, anche Caporetto allora dev’essere rivalutata. Abbiamo passato una notte e un giorno ad ascoltare le grida di giubilo degli esponenti Pd, che festeggiavano con sbronze di parole quel -7 per cento ottenuto alle europee rispetto alle politiche di un anno fa (contenti loro), ed eravamo lì ammirati dalla loro superproduzione di faccia tosta con cui in tutti i talk show trasformavano impunemente una sconfitta reale in una vittoria virtuale, quando all’improvviso sono arrivati i primi dati delle amministrative, che nella loro cruda concretezza, hanno riportato tutti con i piedi per terra. Anzi, per quanto riguarda il Pd, anche un po’ sottoterra. Si votava in 62 province italiane. Il centrosinistra governava in 50: di queste è sicuro di conservarne solo 14. Al contrario il centrodestra governava in 9 province e da oggi è già sicuro di averne 26. Lo spieghiamo in altre parole così magari capiscono anche Franceschini e la Melandri: il centrodestra di sicuro strappa 17 province al centrosinistra, il centrosinistra di sicuro non strappa nemmeno una provincia al centrodestra. Il dato è già certo: 17 a zero, prendi e porta a casa. Tu chiamale, se vuoi, elezioni: lo descrivono come un loro trionfo. Ma per essere un trionfo, assomiglia molto a una batosta, non vi pare? Qualcuno dirà che le Province sono da abolire, non da votare. Siamo d’accordo. Sono enti piuttosto inutili. Ma finché ci sono e chiamano ai seggi, tocca considerarle. E se non altro oggi un’utilità ce l’hanno: ci costringono a contare i voti anziché i sogni, a confrontare le schede elettorali al posto delle speranze preelettorali. La dura materia dell’urna contro lo sfavillante e sfuggente mondo delle percentuali da comizio. I dati, in effetti, dimostrano quello che era evidente fin da ieri ma che pochi vi hanno raccontato: altro che Pd che tiene. Il Pd crolla. Era già chiaro dal risultato delle europee: solo che molti a sinistra hanno fatto finta di non vederlo. E gli altri non l’hanno visto proprio perché stavano tirando un sospiro di sollievo dopo aver avuto paura di scomparire del tutto. Il centrodestra invece ha tenuto alle europee ed è cresciuto nelle amministrative. Guardate i numeri: praticamente conquista al primo turno quasi tutto il Nord, a parte Milano che comunque va al ballottaggio con Guido Podestà in testa. In Lombardia strappa al centrosinistra Lecco, Lodi, Cremona, vince subito nella nuova provincia della Brianza e si conferma a Bergamo, Brescia e Sondrio. Nel Nord Est si tiene Pordenone, Padova e Verona ed è in testa nelle altre tre province, già roccheforti del Pd (Belluno, Rovigo e Venezia). Nel Nord Ovest espugna Biella, Novara, il Verbano-Cusio-Ossola, si conferma a Cuneo, va al ballottaggio a Torino e Alessandria. In pratica il centrosinistra rischia di essere spazzato via da tutte le province settentrionali, in tutte le zone cioè più produttive del Paese. Ma anche al Sud alcuni risultati sono sorprendenti. Passano di mano le tre province della Campania, il centrodestra espugna anche Bari e la new entry Barletta, solo per restare ai casi più evidenti. Di fatto al centrosinistra non resta che la ridotta dell’Appennino: Toscana ed Emilia, con tante sorprese anche lì. Piacenza è stata conquistata dal centrodestra al primo turno; Ferrara, la provincia di Franceschini, va inaspettatamente al ballottaggio, come anche Rimini, Parma, Prato e Arezzo. Persino il Comune di Firenze dove è sceso in campo il virgulto d’oro Matteo Renzi, l’Obama bianco, la nuova speranza democratica, ebbene anche lì il risultato è stato (a detta dello stesso candidato del centrosinistra) «deludente». Il portierone Giovanni Galli costringerà il Barack dell’Arno a scendere in campo per il secondo turno: in fondo si sa, Renzi è bravo nelle parate. Ma Galli ancor di più. Il Pd dovrebbe tenersi per un pelo Bologna, causa divisioni nel centrodestra, ma la sua débâcle alle amministrative nel complesso è clamorosa. E si tratta di un fatto politico nuovo e rilevante. Da sempre, infatti, quando si va a votare per comuni e province il centrosinistra fa man bassa di preferenze. Ora invece smobilita, perde, si ritira. Un risultato storico che smonta, di colpo, due miti: quello del centrodestra incapace di radicarsi sul territorio e creare una classe politica locale. E quello del centrosinistra che gode i frutti di una lunga tradizione di buona amministrazione. Evidentemente non è così. Evidentemente la buona amministrazione del centrosinistra è materiale buono per le chiacchiere malinconiche di D’Alema e Veltroni alla panchina dei giardini pubblici. Tanto è vero che nessuna delle province finora amministrate dal centrodestra cambierà di mano, mentre delle 50 del centrosinistra ce ne sono 34 o già passate al centrodestra o in bilico. Evidentemente gli elettori non hanno avuto modo di apprezzare una buona amministrazione… Ma il divertimento maggiore, osservando questi dati, è immaginare come reagirà il centrosinistra. Soprattutto immaginare come farà a spacciare ancora questa tornata elettorale per una vittoria. Un po’ di fantasia e già si possono pregustare le dichiarazioni illuminate del leggenDario Franceschini, i volteggi della ballerina di Malindi, al secolo Giovanna Melandri; già si possono assaporare i titoli dell’Unità, le arrampicate sugli specchi di Concita De Gregorio, il ribaltamento della realtà sulla prima pagina di Repubblica. È vero che, come si suol dire, essendo buoni a nulla sono capaci di tutto, ma ci vorrà davvero un bel coraggio per vendere un 17 a zero come una sostanziale vittoria. Ci vorrà un bel coraggio per spacciare la propria estinzione dal Nord come una buona affermazione. Ci vorrà un bel coraggio per cercare di trasformare un voto che li ha ridotti a un partito locale dell’Appennino in un’iniezione di fiducia e di speranza. Ci vuole un bel coraggio, ma se riescono anche in quest’impresa, bisogna inchinarsi e proporli per una nomination all’Oscar. Migliori attori comici non (più) protagonisti.
Mario Giordano, “il Giornale”, 9 giugno 2009

Giugno 11, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , | Ancora nessun commento.

Elezioni Europee 2009: Candidati Eletti e Preferenze “PdL”

I CIRCOSCRIZIONE: ITALIA NORD-OCCIDENTALE

BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936

628.891

 eletto

LA RUSSA IGNAZIO PATERNO’, 18 Luglio 1947

223.428

 eletto

MAURO MARIO WALTER SAN GIOVANNI ROTONDO, 24 Luglio 1961

158.245

 eletto

ALBERTINI GABRIELE MILANO, 06 Luglio 1950

66.930

 eletto

COMI LARA GARBAGNATE MILANESE, 18 Febbraio 1983

63.158

 eletto

BONSIGNORE VITO BRONTE, 03 Luglio 1943

53.031

 eletto

RONZULLI LICIA MILANO, 14 Settembre 1975

39.772

 eletto

FIDANZA CARLO SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 21 Settembre 1976

26.777

 eletto

MUSCARDINI CRISTIANA CANNOBIO, 06 Novembre 1948

25.914

 

ZANICCHI IVA LIGONCHIO, 18 Gennaio 1940

22.117

 

DE MARTINI ISABELLA DETTA SUSY GENOVA, 17 Giugno 1952

19.205

 

BERTOT FABRIZIO TORINO, 23 Febbraio 1967

19.156

 

RAVETTO LAURA CUNEO, 25 Gennaio 1971

7.724

 

MENARDI GIUSEPPE CUNEO, 01 Luglio 1953

7.046

 

APREA VALENTINA BARI, 17 Luglio 1956

6.535

 

DELLA VECCHIA ROBERTA AVERSA, 28 Novembre 1983

3.637

 

CIPRIANI MARISTELLA BARI, 02 Agosto 1943

2.500

 

ORSI NICOLA COMO, 01 Agosto 1980

2.301

 

CENTEMERO ELENA MILANO, 08 Dicembre 1968

1.731

 

II CIRCOSCRIZIONE: ITALIA NORD-ORIENTALE

BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936

391.362

 eletto

GARDINI ELISABETTA PADOVA, 03 Giugno 1956

79.024

 eletto

BERLATO SERGIO ANTONIO MARANO VICENTINO VI, 27 Luglio 1959

58.137

 eletto

SARTORI AMALIA DETTA LIA VALDASTICO VI, 02 Agosto 1947

56.008

 eletto

CANCIAN ANTONIO MARENO DI PIAVE TV, 02 Luglio 1951

50.992

 eletto

COLLINO GIOVANNI PONTEBBA UD, 15 Giugno 1954

46.983

 

BIANCOFIORE MICHAELA BOLZANO, 28 Dicembre 1970

30.155

 

BALBONI ALBERTO FERRARA, 19 Giugno 1959

9.890

 

PANIZ MAURIZIO BELLUNO, 09 Maggio 1948

8.379

 

RIGON FIORELLA DOLO VE, 24 Gennaio 1975

4.656

 

CALO’ LAURA ROMA, 10 Gennaio 1970

4.614

 

DE MARIA MARIA GABRIELLA BOLOGNA, 19 Luglio 1975

3.332

 

FROSIO FABRIZIO PRESEGLIE BS, 26 Ottobre 1971

1.025

 

III CIRCOSCRIZIONE: ITALIA CENTRALE

BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936

611.721

 eletto

ANGELILLI ROBERTA ROMA, 01 Febbraio 1965

130.954

 eletto

SCURRIA MARCO ROMA, 18 Maggio 1967

118.861

 eletto

ANTONIOZZI ALFREDO COSENZA, 18 Marzo 1956

109.319

 eletto

PALLONE ALFREDO FROSINONE, 13 Settembre 1947

108.851

 eletto

SALATTO POTITO BARI, 22 Gennaio 1942

78.205

 eletto

BARTOLOZZI PAOLO FIRENZE, 12 Settembre 1957

62.459

 

ZAPPALA’ STEFANO ACI BONACCORSI (CT), 06 Febbraio 1941

60.810

 

EICHBERG FEDERICO DETTO FEDERICO ROMA, 26 Febbraio 1971

55.328

 

DE ROMANIS CARLO ROMA, 23 Gennaio 1980

24.655

 

BARANI LUCIO AULLA (MS), 27 Maggio 1953

14.785

 

MANNUCCI BARBARA ROMA, 15 Gennaio 1982

6.665

 

ROSSI MARIAROSARIA PIEDIMONTE MATESE (CE), 08 Marzo 1972

6.614

 

CALCAGNO ALESSANDRA GENOVA, 23 Luglio 1964

4.500

 

IV CIRCOSCRIZIONE: ITALIA MERIDIONALE

BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936

712.747

 eletto

MATERA BARBARA FOGGIA, 09 Dicembre 1981

130.412

 eletto

MAZZONI ERMINIA NAPOLI, 28 Aprile 1965

113.918

 eletto

PATRICIELLO ALDO VENAFRO (IS), 27 Settembre 1957

112.477

 eletto

MASTELLA MARIO CLEMENTE CEPPALONI (BN), 05 Febbraio 1947

111.976

 eletto

RIVELLINI CRESCENZIO DETTO ENZO NAPOLI, 09 Luglio 1955

107.495

 eletto

BALDASSARRE RAFFAELE LECCE, 23 Settembre 1956

104.177

 eletto

SILVESTRIS SERGIO PAOLO FRANCESCO MOLFETTA (BA), 22 Dicembre 1973

102.832

 eletto

TATARELLA SALVATORE CERIGNOLA (FG), 11 Ottobre 1947

92.658

 

GARGANI GIUSEPPE MORRA DE SANCTIS (AV), 23 Aprile 1935

79.479

 

STASI MARIA ELENA COLLEPASSO (LE), 21 Marzo 1947

71.054

 

PIRILLI UMBERTO GIOIA TAURO (RC), 25 Settembre 1940

63.152

 

MANCINI GIACOMO BOLOGNA, 20 Luglio 1972

60.418

 

PEDA’ GIUSEPPE TAURIANOVA (RC), 19 Gennaio 1973

44.327

 

MALVANO FRANCO NAPOLI, 08 Maggio 1945

42.930

 

PELINO PAOLA SULMONA (AQ), 20 Novembre 1954

32.990

 

PETRENGA GIOVANNA CASAL DI PRINCIPE (CE), 06 Luglio 1956

18.433

 

SCALZI LUCIANA ROMA, 07 Settembre 1967

10.558

 

V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE

BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936

365.588

 eletto

LA VIA GIOVANNI DETTO LAVIA CATANIA, 28 Giugno 1963

145.745

 eletto

IACOLINO SALVATORE FAVARA (AG), 18 Novembre 1963

141.489

 

CIMINO MICHELE PORTO EMPEDOCLE (AG), 12 Agosto 1968

124.082

 

CALIA MADDALENA LULA (NU), 26 Agosto 1958

115.194

 

STRANO ANTONINO DETTO NINO CATANIA, 29 Luglio 1950

101.499

 

SANZARELLO SEBASTIANO MISTRETTA (ME), 06 Luglio 1952

17.344

 

MASCI FRANCESCA ROMA, 15 Luglio 1969

10.559

 

Giugno 9, 2009 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , , | Ancora nessun commento.