PdL Social Networks, altro modo di fare politica
PdL SOCIAL NETWORK CIRCOLO PROVINCIALE SALERNO
Nascono i Circoli PdL del Social Network, solo un nuovo modo di fare politica o il futuro della comunicaizone politica? Certo che nell’era dell’Information Tecnology non poteva mancare la Politica. Probabilmente ciò vorrà segnare non solo una nuova metodologia ma anche e soprattutto cercare nel “basso impero” le voci giuste per una politica seria, pragmatica, fattibile, e più di tutto di pari dignità.
Invito chiunque dell’area PdL ad iscriversi al gruppo PdL Social Network circolo Provinciale Salerno, un gruppo che racchiude iscritti di tutta la provincia salernitana (per lo più alto e basso cilento, vallo del diano e piana del sele). Diamoci voce, produciamo vera politica sempre nel rispetto e condivisione dello statuto del Popolo della Libertà
Informazioni di base
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| Descrizione: |
PdL Social Network Provincia di Salerno- Circolo Provinciale del Popolo della Libertà: facciamo politica pragmatica, seria, dialogica, meritocratica.
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Informazioni e adesione:
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| Posizione geografica: |
Capaccio, Italy
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Salerno:Provinciali..mentre l’UdC insiste sulla Vice Presidenza…
Salerno: Provinciali.. mentre l’UdC insiste sulla Vice Presidenza e un consigliere ci dimentichiamo di chi in questa campagna elettorale ha dato di gran lunga molto di più dei famosi “capitani” della politica salernitana: magia del potere politico….
Nell’epoca remota, quando sui campi di battaglia si udivano solo i suoni del ferro delle spade e le urla dei feriti, ogni soldato che faceva ritorno a casa seppur con qualche lieve ferita, esultava per la gioia di potervici ritornare vivo. Epoca passata: oggi seppur “le guerre” sembrano fatte tutte di promesse, richieste e pretese (magari!) già, quelle guerre politiche dove i capitani o i colonnelli o meglio i generali dall’alto del colle che sovrasta il campo di battaglia si inebriano e si gustano i risultati delle proprie strategie, pare che spesso ad un patto stabilito subentrano le pretese. Capacità anche qui?.. ma a discapito di chi? dei soliti fessi che in politica lavorano facendo si che questi nobili “esecutori” approdino a cariche e sottocariche senza neppur, magari, trasudata una sola goccia di sudore. Ahi, Ahi, poveri noi illusi di dare alla politica il nostro tempo solo per passione e per amore di un credo. Comunque, trovo questo articolo del Presidente Cirielli che sembra dare risposta all’UdC, il quale mi pare importante lasciarlo ai posteri:
«Sono io il presidente e farò una scelta tra il meglio che c’è. La Carfagna la stimo e l’ascolterò e terrò in considerazione il suo pensiero. Fuori dalle logiche spartitorie. Il resto è calunnia». Cirielli risponde subito quando sente delle rimostranze dell’Udc e le voci che dicono che la Carfagna sarebbe messa in secondo piano nella fase di scelta degli assessori provinciali. Risponde a Luigi Nocera che punta alla vice presidenza per il suo partito: «Siamo la seconda formazione per consensi ottenuti. I patti sono questi, a noi spetta la vice presidenza e un assessore». Sarà il tormentone della settimana. E se Cirielli nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione degli eletti e all’insediamento (previsto per metà settimana), intenderà varare la giunta, sarà anche il tema che infuocherà la politica locale. C’è anche il tema dei sindaci eletti che complica la vita al presidente, quanti saranno nell’esecutivo? «Quelli che hanno alle spalle una gestione consolidata del loro comune, e magari governano da sette-otto anni e sono più liberi, possono starci. I giovani al primo mandato magari hanno da fare sul territorio…», azzarda Cirielli. E sul tema vice presidente: sceglierà uno del Pdl o dell’Udc? «Punto ad una donna vice presidente…», conclude secco. Ed ecco dunque il toto assessori. Intanto il numero: è fissato in dieci più due esterni in quota direttamente al presidente. Sono assodati gli assessori con nome e cognome Bellacosa e Feola «esterni», l’assessore Gambino al turismo, Antonio Iannone al Personale, Giovanni Romano all’Ambiente. Sono senza nome due assessori all’Udc (o in alternativa un assessore e il presidente del consiglio); un assessore all’Mpa; uno all’Udeur. Poi si entra nel novero delle probabilità. C’è Gerardo Soglia, il parlamentare del Pdl pronto a dare una mano; e c’è una scelta della Carfagna forse anche tra i suoi fidatissimi del partito in città: da Zitarosa a Anna Ferrazzano. In corsa c’è lo stesso Luigi Nocera per il posto spettante all’Udc. Ma Cirielli guarda con simpatia sopratutto ai giovani e avrebbe piacere di lavorare nell’esecutivo con Carpentieri o D’Agosto. Quindi c’è la squadra dei sindaci: sono quattro nel Pdl e scalpitano per avere visibilità oltre la loro cinta daziaria. Ma c’è anche da verificare cosa spetta a Forza provincia e Alleanza per Cirielli, le liste di emanazione del Pdl. Su tutto incombe l’incognita delle regionali: sono molti, da Gambino allo stesso Nocera a Ernesto Sica, a Eva Longo a puntare alla corsa a Santa Lucia; e quindi di qui ad un anno si rischierebbe di dover ricominciare da capo nella composizione della giunta. Già da ieri è cominciato il giro di telefonate, domani sera De Mita sarà a Salerno, ma c’è già stato qualche contatto telefonico: una triangolazione Cirielli-Carfagna-De Mita che è sostanzialmente servita a farsi gli auguri oltre che a tastare gli umori. Sono tuttavia gli accordi regionali (una vice presidenza a Napoli per l’Udc potrebbe smontare qualche pretesa a Salerno?) a fare da cornice all’intesa locale. «Io dico che siamo stati determinanti per la vittoria, sia a Salerno che nel resto della Regione. Siamo un partito identitario e il centrodestra senza di noi non sarebbe riuscito ad arrivare dov’è arrivato. Su questo è necessario avviare una riflessione anche politica», dice Luigi Nocera. Il quale sul suo impegno diretto aggiunge un sibilino: «Ci sto pensando». E sulla pregiudiziale del vice presidente donna conclude: «Nell’accordo si diceva solo…. possibilmente donna» [tratto da: elezioninews.net]
Ebbene, a chi non fa piacere che la squadra degli assessori venga individuata presto: 15 anni di getsione della provincia di salerno da parte della sinistra sono più che sufficienti per essere contenti per il risultato ottenuto, un risultato che forse, sotto sotto solo l’UdC crede di aver fatto raggiungere, così non è, quando è partita la macchina organizzativa della campagna elettorale, per lo più sui territori si sono stabiliti dei ruoli “individuali” ed “occasionali” per lavorare per questa o per quell’altra lista, ho prove di persone dichiarate PdL che alla fine sono state fondamentali nel aver dirottato voti sulla lista dell’UdC: per carità nulla contro l’UdC, ma da qui a dire che è stato fondamentale nella vittoria credo che ci si è allungati un pò troppo.
Spero che Edmondo Cirielli faccia la scelta giusta ma soprattutto spero che Chi Tiene i Fili faccia la scelta giusta, non è digeribile, almeno per chi da l’anima per il partito, vedersi alla fine governare da, seppur illustri ed autorevoli personaggi, persone che nelle liste neppure erano presenti, ma soprattutto Ricordiamoci che tra pochi mesi ci saranno le elezioni Regionali, già quelle che farano ragionare ancor più gli Elettori!
C’è chi vince..e pensa al da farsi e c’è chi perde e canta vittoria
Succede quando la rassegnazione stenta ad arrivare, ebbene è sempre così, ci si culla non in sogni (poichè abbiamo visto che i sogni diventano realtà) ma in “sonni profondi” quelli che ti trasformano i “sogni” in pura fantasticheria. Beato chi seppur “consapevole” della propria fine storica politica lascia ad intendere, ma a chi poi non lo sappiamo, che la realtà è diversa: e i numeri?…i dati?…gli elettori?… no questi non sono apaprsi nel profondo sonno del Pd, del suo Segretario, dei suoi componenti. Allora ecco che un bellissimo articolo di Mario Giordano (Il Giornale, 9.06.2009) tenta un ultimo sforzo nel far capire al Pd che la realtà è questa, nella quale il Popolo della Libertà: composti, seri, e consapevoli di esercitare un’attività politico-amministrativa a pro del cittadino, si sta apprestando a mettere in campo.
IL TRIONFO DEL PDL ALLE AMMINISTRATIVE
Se questa è una vittoria, beh, anche Caporetto allora dev’essere rivalutata. Abbiamo passato una notte e un giorno ad ascoltare le grida di giubilo degli esponenti Pd, che festeggiavano con sbronze di parole quel -7 per cento ottenuto alle europee rispetto alle politiche di un anno fa (contenti loro), ed eravamo lì ammirati dalla loro superproduzione di faccia tosta con cui in tutti i talk show trasformavano impunemente una sconfitta reale in una vittoria virtuale, quando all’improvviso sono arrivati i primi dati delle amministrative, che nella loro cruda concretezza, hanno riportato tutti con i piedi per terra. Anzi, per quanto riguarda il Pd, anche un po’ sottoterra. Si votava in 62 province italiane. Il centrosinistra governava in 50: di queste è sicuro di conservarne solo 14. Al contrario il centrodestra governava in 9 province e da oggi è già sicuro di averne 26. Lo spieghiamo in altre parole così magari capiscono anche Franceschini e la Melandri: il centrodestra di sicuro strappa 17 province al centrosinistra, il centrosinistra di sicuro non strappa nemmeno una provincia al centrodestra. Il dato è già certo: 17 a zero, prendi e porta a casa. Tu chiamale, se vuoi, elezioni: lo descrivono come un loro trionfo. Ma per essere un trionfo, assomiglia molto a una batosta, non vi pare? Qualcuno dirà che le Province sono da abolire, non da votare. Siamo d’accordo. Sono enti piuttosto inutili. Ma finché ci sono e chiamano ai seggi, tocca considerarle. E se non altro oggi un’utilità ce l’hanno: ci costringono a contare i voti anziché i sogni, a confrontare le schede elettorali al posto delle speranze preelettorali. La dura materia dell’urna contro lo sfavillante e sfuggente mondo delle percentuali da comizio. I dati, in effetti, dimostrano quello che era evidente fin da ieri ma che pochi vi hanno raccontato: altro che Pd che tiene. Il Pd crolla. Era già chiaro dal risultato delle europee: solo che molti a sinistra hanno fatto finta di non vederlo. E gli altri non l’hanno visto proprio perché stavano tirando un sospiro di sollievo dopo aver avuto paura di scomparire del tutto. Il centrodestra invece ha tenuto alle europee ed è cresciuto nelle amministrative. Guardate i numeri: praticamente conquista al primo turno quasi tutto il Nord, a parte Milano che comunque va al ballottaggio con Guido Podestà in testa. In Lombardia strappa al centrosinistra Lecco, Lodi, Cremona, vince subito nella nuova provincia della Brianza e si conferma a Bergamo, Brescia e Sondrio. Nel Nord Est si tiene Pordenone, Padova e Verona ed è in testa nelle altre tre province, già roccheforti del Pd (Belluno, Rovigo e Venezia). Nel Nord Ovest espugna Biella, Novara, il Verbano-Cusio-Ossola, si conferma a Cuneo, va al ballottaggio a Torino e Alessandria. In pratica il centrosinistra rischia di essere spazzato via da tutte le province settentrionali, in tutte le zone cioè più produttive del Paese. Ma anche al Sud alcuni risultati sono sorprendenti. Passano di mano le tre province della Campania, il centrodestra espugna anche Bari e la new entry Barletta, solo per restare ai casi più evidenti. Di fatto al centrosinistra non resta che la ridotta dell’Appennino: Toscana ed Emilia, con tante sorprese anche lì. Piacenza è stata conquistata dal centrodestra al primo turno; Ferrara, la provincia di Franceschini, va inaspettatamente al ballottaggio, come anche Rimini, Parma, Prato e Arezzo. Persino il Comune di Firenze dove è sceso in campo il virgulto d’oro Matteo Renzi, l’Obama bianco, la nuova speranza democratica, ebbene anche lì il risultato è stato (a detta dello stesso candidato del centrosinistra) «deludente». Il portierone Giovanni Galli costringerà il Barack dell’Arno a scendere in campo per il secondo turno: in fondo si sa, Renzi è bravo nelle parate. Ma Galli ancor di più. Il Pd dovrebbe tenersi per un pelo Bologna, causa divisioni nel centrodestra, ma la sua débâcle alle amministrative nel complesso è clamorosa. E si tratta di un fatto politico nuovo e rilevante. Da sempre, infatti, quando si va a votare per comuni e province il centrosinistra fa man bassa di preferenze. Ora invece smobilita, perde, si ritira. Un risultato storico che smonta, di colpo, due miti: quello del centrodestra incapace di radicarsi sul territorio e creare una classe politica locale. E quello del centrosinistra che gode i frutti di una lunga tradizione di buona amministrazione. Evidentemente non è così. Evidentemente la buona amministrazione del centrosinistra è materiale buono per le chiacchiere malinconiche di D’Alema e Veltroni alla panchina dei giardini pubblici. Tanto è vero che nessuna delle province finora amministrate dal centrodestra cambierà di mano, mentre delle 50 del centrosinistra ce ne sono 34 o già passate al centrodestra o in bilico. Evidentemente gli elettori non hanno avuto modo di apprezzare una buona amministrazione… Ma il divertimento maggiore, osservando questi dati, è immaginare come reagirà il centrosinistra. Soprattutto immaginare come farà a spacciare ancora questa tornata elettorale per una vittoria. Un po’ di fantasia e già si possono pregustare le dichiarazioni illuminate del leggenDario Franceschini, i volteggi della ballerina di Malindi, al secolo Giovanna Melandri; già si possono assaporare i titoli dell’Unità, le arrampicate sugli specchi di Concita De Gregorio, il ribaltamento della realtà sulla prima pagina di Repubblica. È vero che, come si suol dire, essendo buoni a nulla sono capaci di tutto, ma ci vorrà davvero un bel coraggio per vendere un 17 a zero come una sostanziale vittoria. Ci vorrà un bel coraggio per spacciare la propria estinzione dal Nord come una buona affermazione. Ci vorrà un bel coraggio per cercare di trasformare un voto che li ha ridotti a un partito locale dell’Appennino in un’iniezione di fiducia e di speranza. Ci vuole un bel coraggio, ma se riescono anche in quest’impresa, bisogna inchinarsi e proporli per una nomination all’Oscar. Migliori attori comici non (più) protagonisti.
Mario Giordano, “il Giornale”, 9 giugno 2009
Elezioni Europee 2009: Candidati Eletti e Preferenze “PdL”
I CIRCOSCRIZIONE: ITALIA NORD-OCCIDENTALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
628.891 |
eletto |
| LA RUSSA IGNAZIO | PATERNO’, 18 Luglio 1947 |
223.428 |
eletto |
| MAURO MARIO WALTER | SAN GIOVANNI ROTONDO, 24 Luglio 1961 |
158.245 |
eletto |
| ALBERTINI GABRIELE | MILANO, 06 Luglio 1950 |
66.930 |
eletto |
| COMI LARA | GARBAGNATE MILANESE, 18 Febbraio 1983 |
63.158 |
eletto |
| BONSIGNORE VITO | BRONTE, 03 Luglio 1943 |
53.031 |
eletto |
| RONZULLI LICIA | MILANO, 14 Settembre 1975 |
39.772 |
eletto |
| FIDANZA CARLO | SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 21 Settembre 1976 |
26.777 |
eletto |
| MUSCARDINI CRISTIANA | CANNOBIO, 06 Novembre 1948 |
25.914 |
|
| ZANICCHI IVA | LIGONCHIO, 18 Gennaio 1940 |
22.117 |
|
| DE MARTINI ISABELLA DETTA SUSY | GENOVA, 17 Giugno 1952 |
19.205 |
|
| BERTOT FABRIZIO | TORINO, 23 Febbraio 1967 |
19.156 |
|
| RAVETTO LAURA | CUNEO, 25 Gennaio 1971 |
7.724 |
|
| MENARDI GIUSEPPE | CUNEO, 01 Luglio 1953 |
7.046 |
|
| APREA VALENTINA | BARI, 17 Luglio 1956 |
6.535 |
|
| DELLA VECCHIA ROBERTA | AVERSA, 28 Novembre 1983 |
3.637 |
|
| CIPRIANI MARISTELLA | BARI, 02 Agosto 1943 |
2.500 |
|
| ORSI NICOLA | COMO, 01 Agosto 1980 |
2.301 |
|
| CENTEMERO ELENA | MILANO, 08 Dicembre 1968 |
1.731 |
II CIRCOSCRIZIONE: ITALIA NORD-ORIENTALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
391.362 |
eletto |
| GARDINI ELISABETTA | PADOVA, 03 Giugno 1956 |
79.024 |
eletto |
| BERLATO SERGIO ANTONIO | MARANO VICENTINO VI, 27 Luglio 1959 |
58.137 |
eletto |
| SARTORI AMALIA DETTA LIA | VALDASTICO VI, 02 Agosto 1947 |
56.008 |
eletto |
| CANCIAN ANTONIO | MARENO DI PIAVE TV, 02 Luglio 1951 |
50.992 |
eletto |
| COLLINO GIOVANNI | PONTEBBA UD, 15 Giugno 1954 |
46.983 |
|
| BIANCOFIORE MICHAELA | BOLZANO, 28 Dicembre 1970 |
30.155 |
|
| BALBONI ALBERTO | FERRARA, 19 Giugno 1959 |
9.890 |
|
| PANIZ MAURIZIO | BELLUNO, 09 Maggio 1948 |
8.379 |
|
| RIGON FIORELLA | DOLO VE, 24 Gennaio 1975 |
4.656 |
|
| CALO’ LAURA | ROMA, 10 Gennaio 1970 |
4.614 |
|
| DE MARIA MARIA GABRIELLA | BOLOGNA, 19 Luglio 1975 |
3.332 |
|
| FROSIO FABRIZIO | PRESEGLIE BS, 26 Ottobre 1971 |
1.025 |
III CIRCOSCRIZIONE: ITALIA CENTRALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
611.721 |
eletto |
| ANGELILLI ROBERTA | ROMA, 01 Febbraio 1965 |
130.954 |
eletto |
| SCURRIA MARCO | ROMA, 18 Maggio 1967 |
118.861 |
eletto |
| ANTONIOZZI ALFREDO | COSENZA, 18 Marzo 1956 |
109.319 |
eletto |
| PALLONE ALFREDO | FROSINONE, 13 Settembre 1947 |
108.851 |
eletto |
| SALATTO POTITO | BARI, 22 Gennaio 1942 |
78.205 |
eletto |
| BARTOLOZZI PAOLO | FIRENZE, 12 Settembre 1957 |
62.459 |
|
| ZAPPALA’ STEFANO | ACI BONACCORSI (CT), 06 Febbraio 1941 |
60.810 |
|
| EICHBERG FEDERICO DETTO FEDERICO | ROMA, 26 Febbraio 1971 |
55.328 |
|
| DE ROMANIS CARLO | ROMA, 23 Gennaio 1980 |
24.655 |
|
| BARANI LUCIO | AULLA (MS), 27 Maggio 1953 |
14.785 |
|
| MANNUCCI BARBARA | ROMA, 15 Gennaio 1982 |
6.665 |
|
| ROSSI MARIAROSARIA | PIEDIMONTE MATESE (CE), 08 Marzo 1972 |
6.614 |
|
| CALCAGNO ALESSANDRA | GENOVA, 23 Luglio 1964 |
4.500 |
IV CIRCOSCRIZIONE: ITALIA MERIDIONALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
712.747 |
eletto |
| MATERA BARBARA | FOGGIA, 09 Dicembre 1981 |
130.412 |
eletto |
| MAZZONI ERMINIA | NAPOLI, 28 Aprile 1965 |
113.918 |
eletto |
| PATRICIELLO ALDO | VENAFRO (IS), 27 Settembre 1957 |
112.477 |
eletto |
| MASTELLA MARIO CLEMENTE | CEPPALONI (BN), 05 Febbraio 1947 |
111.976 |
eletto |
| RIVELLINI CRESCENZIO DETTO ENZO | NAPOLI, 09 Luglio 1955 |
107.495 |
eletto |
| BALDASSARRE RAFFAELE | LECCE, 23 Settembre 1956 |
104.177 |
eletto |
| SILVESTRIS SERGIO PAOLO FRANCESCO | MOLFETTA (BA), 22 Dicembre 1973 |
102.832 |
eletto |
| TATARELLA SALVATORE | CERIGNOLA (FG), 11 Ottobre 1947 |
92.658 |
|
| GARGANI GIUSEPPE | MORRA DE SANCTIS (AV), 23 Aprile 1935 |
79.479 |
|
| STASI MARIA ELENA | COLLEPASSO (LE), 21 Marzo 1947 |
71.054 |
|
| PIRILLI UMBERTO | GIOIA TAURO (RC), 25 Settembre 1940 |
63.152 |
|
| MANCINI GIACOMO | BOLOGNA, 20 Luglio 1972 |
60.418 |
|
| PEDA’ GIUSEPPE | TAURIANOVA (RC), 19 Gennaio 1973 |
44.327 |
|
| MALVANO FRANCO | NAPOLI, 08 Maggio 1945 |
42.930 |
|
| PELINO PAOLA | SULMONA (AQ), 20 Novembre 1954 |
32.990 |
|
| PETRENGA GIOVANNA | CASAL DI PRINCIPE (CE), 06 Luglio 1956 |
18.433 |
|
| SCALZI LUCIANA | ROMA, 07 Settembre 1967 |
10.558 |
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
365.588 |
eletto |
| LA VIA GIOVANNI DETTO LAVIA | CATANIA, 28 Giugno 1963 |
145.745 |
eletto |
| IACOLINO SALVATORE | FAVARA (AG), 18 Novembre 1963 |
141.489 |
|
| CIMINO MICHELE | PORTO EMPEDOCLE (AG), 12 Agosto 1968 |
124.082 |
|
| CALIA MADDALENA | LULA (NU), 26 Agosto 1958 |
115.194 |
|
| STRANO ANTONINO DETTO NINO | CATANIA, 29 Luglio 1950 |
101.499 |
|
| SANZARELLO SEBASTIANO | MISTRETTA (ME), 06 Luglio 1952 |
17.344 |
|
| MASCI FRANCESCA | ROMA, 15 Luglio 1969 |
10.559 |
L’inchiesta di Bari dimostra che il premier non c’entra mentre la sinistra è dentro fino al collo.