Dal sito PdL
Il Summit dei grandi della terra che si conclude all’Aquila, promuove il modello della governance del mondo con l’estensione della formula da G8 a G14, offre motivi di speranza ai paesi dell’Africa con l’attuazione di politiche di sviluppo concrete (infrastrutture, nuovi codici giuridici) e realizza un accordo sul cambiamento climatico nel quale i Grandi si impegnano a far sì che l’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli pre-industriali, non superi i 2 gradi. Inoltre affronta la crisi economica internazionale con una dichiarazione finale che impegna il G8 a mettere a punto un nuovo sistema di regole e di codici che possano evitare il ripetersi della crisi finanziaria di settembre; in tema di politica internazionale, invia un messaggio all’Iran che per il momento impedisce le sanzioni ma che apre una finestra di tempo in cui arrivare ad una soluzione diplomatica contro la proliferazione degli ordigni nucleari.
Sono questi i punti salienti di questa tre giorni che Silvio Berlusconi ha definito di “grande successo” nella conferenza finale di chiusura della presidenza italiana nella quale il premier ha dichiarato di aver ricevuto complimenti da tutti, “ alcuni addirittura imbarazzanti”, per l’organizzazione del G8 all’Aquila, attribuendo alla sua “lucida follia” i risultati d’immagine ottenuti dopo che ad aprile egli stesso decise lo spostamento della sede da La Maddalena all’Aquila.
“Abbiamo raggiunto tutti risultati positivi. Quello più importante è il messaggio di fiducia e speranza ai cittadini. La crisi ha avuto origine finanziarie e poi si è estesa ma ora si può dire che per la parte economica si è ormai sfogata”. Lo afferma il presidente Berlusconi, nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8. Per il premier “tutti i format sono validi e resteranno in piedi”, a partire da quello del G8, costituito da paesi che “fondano la loro politica su valori condivisi come la libertà e la democrazia e quindi credo che il discorso tra i leader del G8 deve essere portato avanti”. “Non ci sono elementi sufficienti per pensare che la crisi continui così o si aggravi nella sua profondità”, prosegue Berlusconi. Tutti i governi presenti al summit del G8 a L’Aquila si sono “impegnati assieme a diffondere fiducia” per uscire dalla crisi internazionale perché “solo la paura la può aggravare nella sua profondità e in estensione temporale”.
Nel corso del G8 “si è manifestato disappunto sul fatto che siano riprese le speculazioni internazionali”. In particolare sui prezzi del petrolio, ma anche del ferro, della soia, del grano e del riso e il vertice ha dato “mandato” agli organismi internazionali preposti che decidano come “intervenire soprattutto sugli edge fund. Per uscire dalla crisi occorre che ci sia libertà nei commerci e che i paesi poveri possano vendere i loro prodotti a chi vuole comprarli. Per questo vogliamo concludere sul Doha Round, un accordo colpevolmente fermo, il prima possibile, e abbiamo convocato una riunione dei ministri degli esteri nei primi giorni di settembre per decisioni a riguardo che possano essere portate al G20 di Pittsburgh”.
“Il nuovo codice di regole economiche - ha osservato Berlusconi – si baserà su tre principi e cioè la sacralità del diritto di proprietà, il valore dell’etica di mercato e la necessità di trasparenza. Da parte di tutti c’è stata unanimità nell’appoggiare questi principi e abbiamo così dato il via per approntare queste regole. Avevano raggiunto attraverso una iniziativa chiamata ‘Aquila food security’ la cifra di 15 miliardi di dollari in aiuti ma dopo le sessioni di lavoro a cui hanno partecipato anche i Paesi africani abbiamo avuto la soddisfazione di potere passare da 15 miliardi a 20 miliardi di dollari in tre anni”.
Berlusconi ha criticato i ritardi e le mancanze delle Nazioni Unite. Il presidente del Consiglio in veste di padrone di casa del G8, ricorda una frase detta da Gordon Brown nel corso dei lavori su un ragazzo africano di 12 anni morto per fame. Berlusconi, riferendo il racconto del primo ministro inglese, ha detto che il ragazzo è morto fra le braccia della madre dicendo di “non preoccuparsi perché sarebbero arrivate le Nazioni Unite”. Ma, ha aggiunto il premier, “le Nazioni Unite non sono mai arrivate”. Per quanto riguarda la riforma dell’Onu che “tutti ritengono necessaria” c’è un appuntamento “già fissato per il mese di settembre a New York. Il rinnovamento – ha spiegato Berlusconi – è qualcosa che tutti chiedono perchè quella del palazzo di vetro è un’istituzione che è nata nel secolo scorso e nel Consiglio di sicurezza siedono i vincitori di una guerra ormai lontana. Di questa riforma si parla da tempo: tutti sentono che le Nazioni Unite vanno ammodernate e adattate ai tempi attuali”.
Berlusconi fa poi i complimenti ad Obama: “Ho sempre collaborato con tutte le amministrazioni americane, con quella di Clinton, con quella di Bush, al quale ancora mi sento legato da un’amicizia personale, ma devo riconoscere che la nuova amministrazione americana non ha sbagliato un passaggio in politica internazionale e quindi complimenti ancora ad Obama. Sull’Iran è il presidente Obama che ha saputo indirizzare la soluzione verso il dialogo. Questo è assolutamente apprezzabile”. A chi gli chiede se sia possibile riallacciare un dialogo con l’opposizione il premier risponde: “Se cambia l’opposizione si”. E sui mezzi d’informazione il presidente del consiglio afferma: “La situazione è tornata alla normalità. Io non ho mai attaccato la stampa ma qualche volta sono loro che hanno attaccato me e io ho solo risposto a quello che hanno detto”.
Alla domanda di un cronista se ‘il G8 servirà anche a rilanciare la politica estera del governo italiano?’ Berlusconi risponde: “Non c’è bisogno di rilanciare alcunché” ed elenca poi tutta una serie di risultati che hanno contrassegnato la politica estera del governo negli ultimi mesi, a partire dal “facilitato riavvicinamento tra l’amministrazione americana e la federazione russa”. E poi, dopo aver toccato diversi punti, afferma: “Se questo vi sembra di un governo che ha bisogno di un rilancio, vi consiglio di leggere meno giornali”.
“Ciò che il nostro governo ha fatto in questo ultimo anno che abbiamo alle spalle lo ha reso protagonista, tra tutti gli altri governi, della politica internazionale. Abbiamo evitato un divorzio difficilmente recuperabile nella crisi in Georgia tra Stati Uniti e Russia – ha elencato il premier -, abbiamo il merito di aver visto per primi la necessità di un intervento dei governi nel salvamento delle banche, abbiamo fatto uno storico accordo con la Libia che ha avuto rilevanza in tutto il mondo musulmano e arabo, abbiamo, per quanto riguarda l’Europa, evitato un momento di stasi contravvenendo l’urgenza che alcuni ravvisavano circa l’adozione immediata di misure valide solo per il vecchio continente, misure che avrebbero gravato di un punto o due sul Pil e sulle nostre imprese in un momento di crisi; abbiamo risolto noi il problema del nuovo segretario della Nato, l’istituzione internazionale che ha meglio funzionato negli ultimi 50 anni”.
Ma sopratutto “abbiamo avviato o facilitato il riavvicinamento tra l’amministrazione americana e la federazione russa, e questo non è poco se si pensa che si è rimesso in moto il Consiglio Nato-Ue e che Obama e Medvedev hanno firmato lo storico accordo per il disarmo. Se questo vi sembra un governo che ha bisogno di rilancio…”
Tarantini: “Basta con il gioco al massacro vi svelo la trappola contro il premier”
INTERESSANTE ARTICOLO – INTERVISTA DI GIAN MARCO CHIOCCI -Il Giornale – SULLA VICENDA DELLE ESCORT: INTERVISTA A GIAN PAOLO TARANTINI
Misura le parole, l’eloquio è pacato, pensa a lungo alle cose da dire. Sa di essere nel mirino, e sa anche che ogni sua frase verrà analizzata e interpretata a seconda delle convenienze. Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore al centro dell’inchiesta di Bari che ha toccato anche il premier, decide per la prima volta di rispondere alle accuse perché, dice, «sono stanco di questo gioco al massacro, stanco di leggere tante falsità, stanco di essere definito un procacciatore di escort». L’impressione che dà è quella di un uomo che non sa come uscire da questa spirale perversa. Lui, che viveva nel «mito» di Berlusconi, ha contribuito a mettere nei guai il premier per darsi arie con gli amici, per dimostrare a tutti che lui era amico di tante belle donne e conosceva bene il presidente del Consiglio. «Che cavolata che ho fatto, che stupido sono stato…».
Signor Tarantini, così a caldo, senza pensarci troppo, cosa ne pensa di tutta questa storia?
«Penso sia qualcosa di surreale, di paradossale. Non riesco ancora a credere come mi sia venuto a trovare in questa vicenda che è molto, ma molto più grande di me».
Come, quando e tramite chi ha conosciuto Silvio Berlusconi? Lei ha parlato dell’agosto 2008, conferma?
«Sì, sono stato dal presidente a Villa Certosa per una cena con moltissimi ospiti. Il presidente voleva conoscere Abramovich per chiedere il prestito di Shevchenko al Milan ed il nostro gruppo di amici conosceva bene il presidente del Chelsea, che poi gli fu presentato e col quale concluse l’accordo. Osservo anche che tutti i parlamentari che trascorrono le vacanze a Porto Rotondo o Porto Cervo si sentono in dovere di passare a visitare il presidente. E allora lui li invita tutti insieme e con una sola serata li incontra tutti. Lo stesso fa per quanto riguarda i suoi amici. Con un invito cumulativo si disobbliga con tutti».
Lei in una breve nota alle agenzie di stampa ha chiesto scusa al premier per averlo danneggiato. Può essere più preciso? Qual è la sua «colpa»?
«Allora. Occorre partire da un presupposto: io ho sempre ammirato il presidente, anche prima che entrasse in politica come imprenditore. Da quando è sceso in campo come leader, ha fondato Forza Italia ed ha salvato l’Italia dalla sinistra, per me è diventato addirittura un mito. Così, quando ho avuto la possibilità di conoscerlo, ho toccato il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Poi l’ho conosciuto sul piano personale, con la sua simpatia, il suo calore umano, il suo rispetto per gli altri, la sua genialità. Davvero irresistibile. E ho creduto che sarebbe stato più facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze, come per esempio Manuela Arcuri. Da qui è venuta fuori la storia che ha occupato i giornali e che è nella realtà molto diversa da come è stata raccontata».
E cioè?
«E cioè che il presidente non poteva neppure lontanamente immaginare che io, per fare bella figura con lui, rimborsassi a delle ragazze le spese che dovevano sostenere per venire a Roma e soggiornare in albergo. La stampa di sinistra poi ha avanzato la tesi che addirittura le pagassi per una loro prestazione “intima”».
E non è mai stato così?
«Ma figuriamoci! Ma vi rendete conto? Conoscere il presidente è per tutti un privilegio. C’è la fila per incontrarlo e frequentarlo. Quanto alle ragazze, alle donne in generale, sono loro che corrono dietro a lui, e non viceversa. Ripeto: chi conosce il presidente resta colpito, affascinato. Molte signore mi hanno detto che dopo aver conosciuto lui tutti gli altri sembrano incolori e inesistenti. Pagherebbero loro per una storia col presidente!».
Va bene. Quindi?
«Chiedo nuovamente scusa al presidente per aver dato il pretesto a Repubblica, all’Espresso e agli altri organi della sinistra di coinvolgerlo in questo tipo di storie. Ne sono molto addolorato».
Abbiamo capito. Lei è addolorato, pentito del macello che ha combinato, ammira il presidente del Consiglio. Ma il problema è un altro. Le indiscrezioni di stampa di queste settimane la stanno facendo passare per un poco di buono, un procacciatore di escort. Come risponde?
«Devo ammettere di essere immesso in un certo giro di conoscenze e di aver forse esagerato. Ma non ho mai procurato donne a nessuno, tantomeno al presidente che, scusate se insisto, potrebbe averne di suo quante ne vuole. Per fare bella figura in giro, magari anche per accreditarmi come conquistatore, ho cercato sempre di farmi vedere con delle belle ragazze. Quando ho dato dei soldi è stato soltanto, voglio ribadirlo, per rimborsare le spese che dovevano sostenere per gli spostamenti».
Conoscerà certamente Patrizia, Barbara, Lucia, Terry, Eva. Da quante sue «amiche» si è fatto accompagnare alle varie feste di politici, tra cui anche a quella di Silvio Berlusconi?
«Adesso non ricordo esattamente se le ho portate tutte e in quali occasioni. Ma per quanto riguarda il presidente, mi sono mosso solo per farmi bello, per fare bella figura. Ho sbagliato, lo so…».
Andiamo avanti. Proprio perché se ne sono dette tante, può spiegarci come ha conosciuto l’ormai nota Patrizia D’Addario? Sapeva che faceva la escort?
«Se avessi saputo una cosa simile non l’avrei mai frequentata e tantomeno l’avrei portata ad una cena col presidente. Lei si era presentata come figlia di un imprenditore del settore edile. Ed è stata lei a insistere per poter conoscere il presidente. Ho letto che avrebbe chiesto a me e al presidente di intervenire su una pratica edilizia. Ma vi rendete conto? Ma come si può pensare che il presidente potesse fare qualcosa in un Comune, in una Provincia, in una Regione, tutte amministrate dalla sinistra? Una vera assurdità. Ne viene fuori che questo è stato soltanto un alibi per coprire la sua vera “missione”».
Senta, Tarantini. Che cosa ha pensato quando ha letto il racconto della D’Addario al «Corriere della Sera»?
«Ho pensato quello che hanno pensato tutti: che qualcuno avesse progettato con lei di tendere un’imboscata al presidente a fini politici e che tutto fosse stato progettato con cura. Il registratore, le testimonianze delle amiche e infine quella dichiarazione davvero incredibile: “Io sono una escort e costo mille euro a prestazione”. Quanto deve farsi dare una persona per una patente di questo tipo che le segnerà la vita? La risposta di tutti è: molti, molti soldi. Perché tutti la considereranno per quello che si è dichiarata e, come escort, nessun cliente potrà più fidarsi di lei. È come se un avvocato rivelasse i segreti dei suoi clienti per denunciarli magari alla polizia. E allora la domanda successiva è: chi glieli ha dati i soldi? Quanti gliene ha dovuti dare? Vedrà che prima o poi verrà fuori tutto. Io ne sono sicuro…».
Torniamo alle ragazze che si portava avanti e indietro. La seguivano tutte a titolo di mera amicizia?
«Devo dire di sì anche perché partecipare a una cena in ottima compagnia non è un sacrificio, è un divertimento e un privilegio. Non parliamo poi dell’opportunità di conoscere Silvio Berlusconi, il numero uno in Italia, e non solo».
Due di loro, però, non parlano di incontri a titolo di amicizia. Patrizia D’Addario e Barbara Montereale hanno detto di aver ricevuto un compenso in denaro da lei. C’era davvero un rimborso differente nel caso in cui la ragazza passasse la notte fuori?
«Ma non diciamo stupidaggini. Sono totali e assolute falsità. Lo ripeto ancora perché evidentemente non sembra chiaro: io ho rimborsato qualche volta soltanto le spese di viaggio e di albergo».
Si è discusso moltissimo in ordine all’asserita assenza di controlli nei confronti degli ospiti di Palazzo Grazioli. Lei è stato controllato?
«Sarebbe stato paradossale che ospiti, invitati a cena in una casa privata, venissero sottoposti a controlli o perquisizioni. Per quanto mi riguarda, avevo l’abitudine di avvisare prima di arrivare».
Lei che c’era, cosa sa dire in ordine alle circostanze riferite dalla D’Addario circa la cena dal presidente del Consiglio la sera tra il 4 il 5 novembre 2008?
(Scuote la testa) «Allora: si è trattata di una cena del tutto normale, durante la quale, e data anche la ricorrenza delle elezioni Usa, si è prevalentemente parlato di politica. E tutti gli altri ospiti e le altre ospiti erano supporter politici del presidente: per questo facevano la ola. Quanto ho letto sui giornali in merito a quella sera è fuori dalla realtà. Non risponde a verità».
Un’altra cosa, Tarantini. Sembrerebbe che la D’Addario sia stata invitata a candidarsi per la formazione politica «la Puglia prima di tutto» su sua indicazione, così almeno sostiene l’interessata. Nel partito negano sostenendo che s’è presentata spontaneamente. Ci dica come stanno realmente le cose.
«Non ne so assolutamente niente. Quel che è certo è che non ho fatto io nessuna proposta in tal senso anche perché non ne avevo assolutamente titolo».
Restiamo alla politica pugliese. Lei, a livello locale, frequentava molti politici di centrosinistra. Anche con loro ha cercato di «mettersi in evidenza» circondandosi di belle ragazze?
(Sorriso) «Diciamo che avere al fianco una bella ragazza fa sempre comodo, ti rende certamente meno noioso».
E la storia della sua «garçonnière» in via Roberto da Bari, nel capoluogo pugliese, dove alcuni suoi amici politici incontravano ragazze presentate da lei?
«Un’assoluta e totale falsità. Ne sono indignato».
Si è discusso dell’affitto, da parte sua, di una villa in Sardegna finalizzato a realizzare chissà quali operazioni collegate alle feste a Villa Certosa. Che cos’ha da dire in proposito?
«Ho affittato la villa a Capriccioli molti mesi prima di conoscere il presidente e ci ho passato le vacanze con mia moglie e la mia famiglia. Quanto ad immaginare operazioni col presidente, o ritorni (per me) lavorativi, voglio dire che con lui non ho mai neppure parlato delle mie aziende e del mio lavoro. L’argomento preponderante era la politica e in subordine l’economia. E si scherzava su tutto, ovviamente anche sulle ragazze».
Lei ha revocato l’incarico al suo avvocato Russo Frattasi, candidato sindaco per l’Udc a Bari, che ha siglato un apparentamento con Emiliano e il Pd al ballottaggio. Siccome si è rumoreggiato anche su questo aspetto, può dirci qual è il motivo della revoca?
«Premetto che non ho condiviso l’apparentamento dell’Udc con la sinistra così come credo non l’abbiano condiviso i suoi elettori, tuttavia è stato l’avvocato Russo Frattasi, con lealtà, a rinunciare all’incarico poiché non poteva adeguatamente assistermi a causa dei suoi impegni politici».
Ci può spiegare perché licenziò Alessandro Mannarini, un suo collaboratore oggi indagato per droga, dopo averlo fatto lavorare nella sua villa in Sardegna? Sapeva che aveva problemi con gli stupefacenti?
«Preferisco non dire nulla a questo proposito. Ci sono indagini in corso e comunque faccio presente che avendo preso io la decisione di interrompere il rapporto di collaborazione, è comprensibile che possa coltivare un qualche risentimento nei miei confronti».
A suo avviso che legame c’è tra questo filone e quello collegato agli appalti della sanità in Puglia che sembra coinvolgere pezzi grossi del Pd?
«Anche su questo tema non credo di dover intervenire. Voglio invece ribadire le mie scuse al presidente Berlusconi che è la persona di gran lunga migliore che io ho incontrato nella mia vita e che si è sempre comportato nei miei confronti in modo perfetto. Mi dolgo di aver dato ai suoi nemici l’occasione di attaccarlo su una cosa che non è assolutamente vera ma che può apparire verosimile. Spero che mi perdoni perché so che è un uomo che non sa portare rancore».
Elezioni Europee 2009: Candidati Eletti e Preferenze “PdL”
I CIRCOSCRIZIONE: ITALIA NORD-OCCIDENTALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
628.891 |
eletto |
| LA RUSSA IGNAZIO | PATERNO’, 18 Luglio 1947 |
223.428 |
eletto |
| MAURO MARIO WALTER | SAN GIOVANNI ROTONDO, 24 Luglio 1961 |
158.245 |
eletto |
| ALBERTINI GABRIELE | MILANO, 06 Luglio 1950 |
66.930 |
eletto |
| COMI LARA | GARBAGNATE MILANESE, 18 Febbraio 1983 |
63.158 |
eletto |
| BONSIGNORE VITO | BRONTE, 03 Luglio 1943 |
53.031 |
eletto |
| RONZULLI LICIA | MILANO, 14 Settembre 1975 |
39.772 |
eletto |
| FIDANZA CARLO | SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 21 Settembre 1976 |
26.777 |
eletto |
| MUSCARDINI CRISTIANA | CANNOBIO, 06 Novembre 1948 |
25.914 |
|
| ZANICCHI IVA | LIGONCHIO, 18 Gennaio 1940 |
22.117 |
|
| DE MARTINI ISABELLA DETTA SUSY | GENOVA, 17 Giugno 1952 |
19.205 |
|
| BERTOT FABRIZIO | TORINO, 23 Febbraio 1967 |
19.156 |
|
| RAVETTO LAURA | CUNEO, 25 Gennaio 1971 |
7.724 |
|
| MENARDI GIUSEPPE | CUNEO, 01 Luglio 1953 |
7.046 |
|
| APREA VALENTINA | BARI, 17 Luglio 1956 |
6.535 |
|
| DELLA VECCHIA ROBERTA | AVERSA, 28 Novembre 1983 |
3.637 |
|
| CIPRIANI MARISTELLA | BARI, 02 Agosto 1943 |
2.500 |
|
| ORSI NICOLA | COMO, 01 Agosto 1980 |
2.301 |
|
| CENTEMERO ELENA | MILANO, 08 Dicembre 1968 |
1.731 |
II CIRCOSCRIZIONE: ITALIA NORD-ORIENTALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
391.362 |
eletto |
| GARDINI ELISABETTA | PADOVA, 03 Giugno 1956 |
79.024 |
eletto |
| BERLATO SERGIO ANTONIO | MARANO VICENTINO VI, 27 Luglio 1959 |
58.137 |
eletto |
| SARTORI AMALIA DETTA LIA | VALDASTICO VI, 02 Agosto 1947 |
56.008 |
eletto |
| CANCIAN ANTONIO | MARENO DI PIAVE TV, 02 Luglio 1951 |
50.992 |
eletto |
| COLLINO GIOVANNI | PONTEBBA UD, 15 Giugno 1954 |
46.983 |
|
| BIANCOFIORE MICHAELA | BOLZANO, 28 Dicembre 1970 |
30.155 |
|
| BALBONI ALBERTO | FERRARA, 19 Giugno 1959 |
9.890 |
|
| PANIZ MAURIZIO | BELLUNO, 09 Maggio 1948 |
8.379 |
|
| RIGON FIORELLA | DOLO VE, 24 Gennaio 1975 |
4.656 |
|
| CALO’ LAURA | ROMA, 10 Gennaio 1970 |
4.614 |
|
| DE MARIA MARIA GABRIELLA | BOLOGNA, 19 Luglio 1975 |
3.332 |
|
| FROSIO FABRIZIO | PRESEGLIE BS, 26 Ottobre 1971 |
1.025 |
III CIRCOSCRIZIONE: ITALIA CENTRALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
611.721 |
eletto |
| ANGELILLI ROBERTA | ROMA, 01 Febbraio 1965 |
130.954 |
eletto |
| SCURRIA MARCO | ROMA, 18 Maggio 1967 |
118.861 |
eletto |
| ANTONIOZZI ALFREDO | COSENZA, 18 Marzo 1956 |
109.319 |
eletto |
| PALLONE ALFREDO | FROSINONE, 13 Settembre 1947 |
108.851 |
eletto |
| SALATTO POTITO | BARI, 22 Gennaio 1942 |
78.205 |
eletto |
| BARTOLOZZI PAOLO | FIRENZE, 12 Settembre 1957 |
62.459 |
|
| ZAPPALA’ STEFANO | ACI BONACCORSI (CT), 06 Febbraio 1941 |
60.810 |
|
| EICHBERG FEDERICO DETTO FEDERICO | ROMA, 26 Febbraio 1971 |
55.328 |
|
| DE ROMANIS CARLO | ROMA, 23 Gennaio 1980 |
24.655 |
|
| BARANI LUCIO | AULLA (MS), 27 Maggio 1953 |
14.785 |
|
| MANNUCCI BARBARA | ROMA, 15 Gennaio 1982 |
6.665 |
|
| ROSSI MARIAROSARIA | PIEDIMONTE MATESE (CE), 08 Marzo 1972 |
6.614 |
|
| CALCAGNO ALESSANDRA | GENOVA, 23 Luglio 1964 |
4.500 |
IV CIRCOSCRIZIONE: ITALIA MERIDIONALE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
712.747 |
eletto |
| MATERA BARBARA | FOGGIA, 09 Dicembre 1981 |
130.412 |
eletto |
| MAZZONI ERMINIA | NAPOLI, 28 Aprile 1965 |
113.918 |
eletto |
| PATRICIELLO ALDO | VENAFRO (IS), 27 Settembre 1957 |
112.477 |
eletto |
| MASTELLA MARIO CLEMENTE | CEPPALONI (BN), 05 Febbraio 1947 |
111.976 |
eletto |
| RIVELLINI CRESCENZIO DETTO ENZO | NAPOLI, 09 Luglio 1955 |
107.495 |
eletto |
| BALDASSARRE RAFFAELE | LECCE, 23 Settembre 1956 |
104.177 |
eletto |
| SILVESTRIS SERGIO PAOLO FRANCESCO | MOLFETTA (BA), 22 Dicembre 1973 |
102.832 |
eletto |
| TATARELLA SALVATORE | CERIGNOLA (FG), 11 Ottobre 1947 |
92.658 |
|
| GARGANI GIUSEPPE | MORRA DE SANCTIS (AV), 23 Aprile 1935 |
79.479 |
|
| STASI MARIA ELENA | COLLEPASSO (LE), 21 Marzo 1947 |
71.054 |
|
| PIRILLI UMBERTO | GIOIA TAURO (RC), 25 Settembre 1940 |
63.152 |
|
| MANCINI GIACOMO | BOLOGNA, 20 Luglio 1972 |
60.418 |
|
| PEDA’ GIUSEPPE | TAURIANOVA (RC), 19 Gennaio 1973 |
44.327 |
|
| MALVANO FRANCO | NAPOLI, 08 Maggio 1945 |
42.930 |
|
| PELINO PAOLA | SULMONA (AQ), 20 Novembre 1954 |
32.990 |
|
| PETRENGA GIOVANNA | CASAL DI PRINCIPE (CE), 06 Luglio 1956 |
18.433 |
|
| SCALZI LUCIANA | ROMA, 07 Settembre 1967 |
10.558 |
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
| BERLUSCONI SILVIO | MILANO, 29 Settembre 1936 |
365.588 |
eletto |
| LA VIA GIOVANNI DETTO LAVIA | CATANIA, 28 Giugno 1963 |
145.745 |
eletto |
| IACOLINO SALVATORE | FAVARA (AG), 18 Novembre 1963 |
141.489 |
|
| CIMINO MICHELE | PORTO EMPEDOCLE (AG), 12 Agosto 1968 |
124.082 |
|
| CALIA MADDALENA | LULA (NU), 26 Agosto 1958 |
115.194 |
|
| STRANO ANTONINO DETTO NINO | CATANIA, 29 Luglio 1950 |
101.499 |
|
| SANZARELLO SEBASTIANO | MISTRETTA (ME), 06 Luglio 1952 |
17.344 |
|
| MASCI FRANCESCA | ROMA, 15 Luglio 1969 |
10.559 |
E la Classe Operaia vota Popolo della Libertà
Sondaggio Sole 24 Ore-Ipsos: tra gli operai Pdl 43,4%, Pd 22,4%
E’ al capolinea anche l’assurda convinzione “della sinistra” che la classe operaia è per natura politico-sociale appartenente ad una politica di sinistra che per anni ha posto il copyright su una categoria delle più importanti in Italia, sfruttandola con l inverosimile impegno di proteggerla. La classe operaia è ormai stanca di essere utilizzata demagogicamente da una sinistra che non perde una sola occasione per farsi scudo delle categorie che per lungo tempo hanno vissuto in un meandro di promesse mai mantenute, ma utilizzate per scopi propagandistici. A pochi giorni quindi dalle elezioni Europee e Amministrative, un sondaggio della IPSOS per conto del Sole 24 Ore sfata una volta per tutte questa assurda convinzione: ben il 43,4% degli operai sono vicini alla politica e agil impegni del Popolo della Libertà, mentre il Pd si attesta solo al 22,4%. Apprezzabili sono i dati che richiamano i consensi verso il PdL anche tra le altre categorie.
Tratto da il Sole 24 Ore:
A un mese dalle elezioni europee Pdl e Lega, insieme, hanno la maggioranza assoluta dei consensi degli italiani (rispettivamente il 40% e il 10,3%), mentre il Pd si ferma al 26,2%. Buoni risultati per il partito di Antonio Di Pietro (Idv) che raggiunge il 9%, mentre l’Udc fa registrare un 6%.
Sono le indicazioni di un sondaggio Ipsos sugli orientamenti di voto realizzato per il Sole 24 Ore, che sarà pubblicato domani sul quotidiano economico con un’analisi di Roberto D’Alimonte. Al di là del dato generale, significativa la lettura dei consensi per categorie professionali. Un dato su tutti: nella categoria operai-esecutivi: il Popolo della libertà «doppia» il Partito democratico con un 43,4% contro il 22,4%; con l’aggiunta della Lega, poi, in questo segmento della popolazione il centro-destra raggiunge il 58,2%.
Il Pdl guadagna rispetto allo scorso anno in tutte le categorie professionali, tranne che tra i disoccupati dove arretra dal 43 al 39,8. Ma il Pd, anche qui, non ne approfitta fermandosi al 19,3% contro il 28,4 dello scorso anno. Nella graduatoria per titoli di studio i Democratici riescono a sopravanzare il Pdl solo tra i laureati, con il 28,2% contro il 27,2. Buono in questo segmento anche il risultato di Di Pietro con il 15,1%. Tra chi ha un diploma liceale il Pdl torna avanti con il 36,1% contro il 24,9; e la differenza aumenta ancora di più tra chi ha solo la licenzia media o elementare (rispettivamente 43,4% e 23,6%nel primo caso e 43,9% a 30,6% nel secondo). Infine tra le donne il Pdl fa ancora meglio rispetto al dato totale toccando il 42,6% di consensi.
ALTRI SONDAGGI, ELEZIONI EUROPEE
Sondaggi Elettorali: Intenzioni di Voto
Istituto Piepoli SpA per SkyTg24 – data pubblicazione 15.05.2009
Elezioni Europee
| Popolo della Libertà | 41% |
| Lega Nord | 8,5% |
| Partito Democratico | 29,5% |
| Italia dei Valori | 7% |
| Unione di Centro | 5,5% |
| Rifondazione Comunisti – Italiani | 3% |
| Altri | 5,5% |
