Colloquio con il Presidente Emerito della Repubblica …..
Colloqio con il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga alla vigilia dell’entrata in vigore della riforma dei servizi di intelligence.
Oggi, 10 settembre, entra in piena funzione il nuovo sistema dei servizi di intelligence e di sicurezza.
Cosa prevede?
Ma, ho visto in vita mia già tante riforme che penso che, pur avendo già ottant’anni, ne vedrò ancora almeno un altro paio…
Sembra che Lei non abbia molta fiducia….
Per quanto riguarda le persone, ho piena fiducia. De Gennaro, Branciforte e Piccirillo dovrebbero essere un “trio vincente”…
Perché dice “dovrebbe” ?
Perché devono operare in un quadro di assoluta incertezza.In Italia, vecchio retaggio della “guerra fredda interna”, esiste una diffidenza diffusa verso i servizi segreti, nel nostro Paese non esiste alcuna cultura dell’ “intelligence”: non credo che siano molti i politici e anche le altre persone dell’ “establishment” che sappiano quale sia la differenza tra “polizia” e “intelligence & security”, e poi la legge è indecifrabile: un insieme di oltre quaranta articoli da cui non si riesce a capire neanche quale siano i criteri di ripartizione delle competenze tra l’AISE e l’AISI.
Ma almeno Lei le ha comprese…
No, assolutamente no! Nel Regno Unito, nella Germania Federale, negli Stati Uniti, in Svizzera, in Canada, nella Federazione Russa, il criterio è chiaro: un servizio si occupa dello “spionaggio” (semplifichiamo i termini) e del controspionaggio all’interno, e all’altro espleta questi compiti fuori del territorio nazionale: in qualche caso travalicare questi limiti è addirittura reato. Qui è tutto confuso e si corre il rischio di avere sovrapposizioni o addirittura contrapposizioni! Un assoluto pasticcio! E sullo sfondo si delinea, a quanto mi si dice, uno scontro tra AISE e AISI…E poi..
Altro ancora?
Vi è anche un altro servizio, quello prettamente militare, dico “prettamente”, perché l’AISE, l’agenzia per le informazioni e sicurezza esterna, è per la sua composizione e mentalità ancora militare, un servizio chiamato : Reparto per le Informazioni e la Sicurezza (RIS), un reparto dello Stato Maggiore della Difesa, un servizio che per di più è l’organo centrale della Polizia Militare, formata di personale dei Carabinieri dipendenti esclusivamente dal Ministro della Difesa, e che ha ottenuto una piena indipendenza dal potere politico, dipende solo dai vertici militari, è sottratta al controllo del Comitato Parlamentare, e in più, avendo alle sue dipendenze ed anche nei suoi ranghi un folto gruppo di Carabinieri, a differenza delle altre due, può esercitare funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria ordinaria e militare.
Quale è quindi la “Sua” visione del futuro?
Cosa vuole, i servizi di informazione e sicurezza hanno come loro principale, non dico avversario, ma “nemico”, la magistratura che non ha mai sopportato, salvo durante gli “anni di piombo”, che esistessero servizi non da loro dipendenti. Si deve a questo, oltre che al suo spirito di estrema sinistra, anzi e chiedo scusa all’estrema sinistra, “girotondino”, la sfascio del SISMI operato dalla Procura della Repubblica di Milano…
Ma come andrà a finire?
Per quanto vi è di pasticciato e di confuso in questa riforma, essa sarà sempre riformabile in meglio, e non ci vorrebbe molto. Ma vi è sempre il pericolo incombente del giudizio della Corte Costituzionale che deve ancora decidere su due o tre ricorsi per conflitto d’attribuzioni presentati dal Governo Prodi proprio contro la Procura della Repubblica e poi anche contro una sezione del Tribunale Penale di Milano che procede contro l’ex-capo dell’ex-SISMI, contro il capo di una sua importante branca, il Controspionaggio, e contro agenti di questo servizio per il caso della “extraordinary rendition” compiuta da agenti della CIA, e per la quale i magistrati avevano richiesto al Governo di ottenerne l’estradizione, cosa che il Governo Prodi si è rifiutato di fare…
In che senso vi è un “pericolo incombente”?
Anzitutto, la Corte Costituzionale contro la istituzione della quale, come contro la istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura e il così detto “autogoverno” della magistratura,si era battuto con grande determinazione all’Assemblea Costituente il Partito Comunista Italiano, è notoriamente ostile a questo governo e per questo ed ancora di più per la sua paura e ossequio servile nei confronti dei magistrati, e per questo è non probabile, ma certo che esso non darà torto ai magistrati, ma al potere esecutivo, spazzando via l’istituto del segreto di Stato e con esso i servizi di informazione e di sicurezza. E già adesso mi si dice che se i nostri ec-SISMI ed ex-SISDE chiedono che ora sia a qualche agente o dirigente della CIA, della branca intelligence del Federal Bureau of Intelligence, o del Secret Intelligence Service o del Bundesnachrichetndienst, si sentono rispondere: “Non ho l’orologio!”.
Fonte: Il Tempo.it – 10/09/2008
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