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Il PdL in provincia di Salerno

Non desidero rispolverare qui l’Apologia di Socrate, strumento davvero necessario per la comprensione della Politica e della sua sofisticata strategia; ma pur vero è che se di Politica vogliamo trattare non possiamo rinnegare ciò che è stata la nostra lezione base sia Essa proveniente dal sapere accademico o da quelle “scuole politiche” che ultimamente (e fortunatamente) si vanno creando sul territorio Italiano.
Quello che è avvenuto nella Provincia di Salerno ha il sapore accademico non solo di una maturità politica di appartenenti al PdL, ma evidenzia con marcata professionalità un lavoro ed un’attività che magistralmente condotta ed apportata da esponenti capaci di allocare con sinergia i molteplici tasselli, hanno incorniciato il “Quadro” della Vittoria.
Una vittoria che ha smontato la casta della sinistra nella gestione amorale dei voti per mezzo di sinistre minacce o favoritismi e non da ultimo per proprie incivili e banditeschi interessi personali.
Vedere la cupa e triste immagine di amministrazioni intere di sinistra accovacciarsi dinnanzi ad un risultato elettorale sorprendente e magnifico ha valorizzato ancor più il lavoro che sia nel grande che nel piccolo è stato portato avanti con sinergia, coesione, professionalità e maturità politica.
Aver vissuto in prima persona e con un gruppo eccezionale questa Campagna Elettorale, ha elevato, accresciuto ed evidenziato la mia stima verso tutti coloro che “disinteressatamente” hanno creduto in un programma sinergico, chiaro, avanzato e leale verso i cittadini e gli elettori tutti; un programma che ha ridato la libertà al Popolo Italiano, ha ridato quell’Identità Politica a tutti gli italiani che ormai sembrava essere persa del tutto.
Gli eventi sono tali proprio perché presumano risposta eccezionale e positiva, e l’evento del Dicembre 2007, per tramite del Presidente Berlusconi, ha prodotto ciò che oggi stiamo vivendo ma con la certezza di restare sempre più con i piedi ben piantati a terra, senza ne alter ego ne ergo sum, senza cullarci in un risultato tanto positivo quanto politicamente conquistato, senza ne dimenticarci ne abbozzare a chiuderci in difesa contro un’altrettanta compagine politica che non si rivede ne si identifica negli interessi dei cittadini.
Ragion per cui occorre che sulla base di questo risultato elettorale, il PdL vada in costituente e si materializzi in un unico grande Partito del Popolo della Libertà, allorché ci aspetta ancora tanto lavoro da fare: i cittadini hanno riconquistato la loro Identità Politica, ora il PdL ridia dignità alla Provincia di Salerno, alla Regione Campania.
Noi tutti siamo pronti al più cospicuo lavoro, all’allineamento, rispetto e credo dei principi fondamentali del PdL, Ci siamo e vorremo esserci, oggi e in futuro, per costruire, creare e con stima e rispetto Ringraziare del lavoro fatto e della disponibilità politica che autorevoli esponenti hanno saputo così ben rappresentare e convogliare un lavoro così perspicace al fine di produrre il risultato ottenuto nella provincia di Salerno.
Anche se da “Operatori Politici” ci sentiamo moralmente e politicamente orgogliosi non solo di rappresentare il PdL ma anche e soprattutto di ringraziare tutti i candidati e tutta la dirigenza politica Regionale, per averci dato la possibilità di vivere momenti di straordinaria esultanza con quest’ultima campagna elettorale; momenti che siamo sicuri di rivivere non solo nelle prossime competizioni territoriali ma anche provinciali e regionali.

Maggio 6, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , , | Ancora nessun commento.

Attualità

Ci resta un’unica speranza: che quella fine del mondo che i Maya hanno predetto per il 2012 si avveri, si avveri perché indicano (i custodi della profezia Maya) una fine del mondo non propriamente catastrofica, ne sanguinaria, ne apocalittica, ma una fine di un epoca, di un metodo di vita e un modo di pensare ormai obsoleto, violento, non più sopportabile.

Quindi ben venga questo (forse fantasioso, ma auspicabile) cambiamento il quale dovrebbe traghettare l’Essere Umano verso nuovi orizzonti, verso una nuova “pacifica” vita.

Questa, è un epoca in cui abbiamo voluto fortemente solo “tentare” di trovare soluzioni psico-sociali che avrebbero, in qualche modo, costituito l’essenza del capire, dell’analizzare e del debellare fenomeni che ci fanno rabbrividire, ma che comunque cataloghiamo come eventi, fatti ed episodi di normale amministrazione comunitaria, ovvero la nostra Società è questa e occorre mantenersela così com’è.

Appelliamoci al mistero che circonda questa nostra società, trasliamo pure nella cerca di una spiegazione politica per fatti accaduti come quello di Verona, o di Torino o di chissà quante altre città dove quotidianamente accadano vergognosi episodi che prima o poi sfociano nell’irreparabile, nella perdita di vite umane.

Non si contano più, ormai, fatti ed aggressioni esercitati in nome di un chissà quale alchemico pensiero, malessere, sgomento esistenziale.

E, noi, li, a commentare con un semplice, spontaneo brivido di orrore la morte di un Ragazzo pestato a sangue da un gruppo di violenti; l’aggressione a forze dell’ordine per aver osato di multare, a guardarci sorpresi ma contestualmente interessati il filmato in cui giovani ragazzi minorenni si divertono ad incendiare la testa al proprio compagno di scuola.

Cento, mille fatti del genere accadano ogni giorno nel mondo, e noi altri? fintanto che non siamo ne vittime ne autori di questi veri e propri delitti, cosa facciamo? Stiamo li in finestra a guardarci lo spettacolo, a commentare con il nostro collega, amico o conoscente gli articoli dei giornali che riportano con enfasi informativa tali episodi per poi dimenticarsene la sera appena rientrati a casa, nel luogo che dovrebbe darci sicurezza, ma così non è, ed essere pronti per il giorno seguente a rileggere altri nuovi fatti accaduti e commentare con il nostro consueto: “questa è la vita”.

Siamo ipocriti prima con noi stessi e poi verso la società, della quale noi siamo, dovremmo, essere parte integrante: la società, questa sconosciuta “bestia” che ci opprime, ci sconforta, ci costringe ad uno spazio proprio, delimitato, ma che comunque e in ogni caso non ci appartiene.

E’ l’epoca ormai dove psicologia, criminologia e sociologia si intrecciano in un balletto sabbatico il quale evidenzia costantemente quanto distante sia la nostra appartenenza alla collettività, al vivere insieme, al guardare il nostro prossimo come individuo della stessa specie.

E’ difficile il commentare, è difficile l’analizzare, ma resta di una semplicità enorme vederci costretti a sperare che quella profezia Maya si avveri, per il bene della nostra esistenza, per il bene dell’Essere Umano.   

Maggio 6, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Attualità | | Ancora nessun commento.