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Laboratorio delle Nazioni Unite sulla Governance della Sicurezza

Giovedì 8 maggio l’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) ha inaugurato a Torino il primo Laboratorio delle Nazioni Unite sul tema della “Governance della Sicurezza e della prevenzione del terrorismo internazionale”.

Il presupposto per migliorare la sicurezza a livello mondiale è indubbiamente la promozione di una cultura basata sia sullo scambio di informazioni ed esperienze, sia sullo sviluppo di competenze manageriali, come elementi essenziali per quanti operano in complessi contesti multilaterali e multidisciplinari.

Secondo il Direttore dell’UNICRI, Sandro Calvani: “La sicurezza è oggi tra le priorità della comunità internazionale di ogni singolo paese, ma non può essere garantita senza una serie di precondizioni che riguardano i principali aspetti della società: dal livello di sviluppo, al livello di integrazione delle minoranze, dall’adozione di adeguate politiche alla loro efficace applicazione.

La complessità di un tema quale quello della sicurezza richiede quindi l’ideazione di percorsi innovativi e la creazione di nuove sinergie”.

Il Laboratorio si propone così di sviluppare eccellenza nel campo della gestione della sicurezza, mediante un approccio integrato, con la partecipazione di tutti i settori della società civile, al fine di rafforzare le relazioni tra la gente e le organizzazioni nazionali e internazionali. Argomento della prima giornata del laboratorio è stata la “Consulta per il pluralismo religioso e culturale”, seguita dal seminario: “Management, Creatività e Interdisciplinarietà”.

Fonte: ONU

[www.governo.it]

Maggio 13, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Attualità | , , , | Ancora nessun commento.

Il IV Governo Berlusconi

I  tempi sono da record, tanto da essere elogiati dallo stesso capo dello Stato Giorgio Napolitano. E’ nato il governo ‘Berlusconi quater’, con 21 ministri. Stravolgendo la prassi istituzionale, Il Presidente Berlusconi si è infatti presentato ieri sul Colle con la lista dei ministri in tasca e, appena ricevuto l’incarico, ne ha dato lettura a Napolitano confermando i toto ministri da giorni in circolazione (fatta salva l’esclusione di Michela Vittoria Brambilla e Carlo Giovanardi e l’unica sorpresa di Gianfranco Rotondi alla Attuazione del Programma). Nel volgere della giornata, e prima di salire al Quirinale, Berlusconi scioglie gli ultimi nodi ancora aperti: opta definitivamente per il giovane Angelino Alfano al ministero della Giustizia, accontenta i desiderata di Alleanza Nazionale che voleva Andrea Ronchi ministro, e punta su Maurizio Sacconi per il Welfare. Non ci sono dunque grosse sorprese, a partire dalla nomina del fido Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio. “C’é una sola persona indispensabile a Palazzo Chigi – aveva detto nei giorni scorsi il Cavaliere – Pensate che sia io? No, è Gianni Letta, un dono di Dio”.
La Lega, dopo aver battuto sul tema della sicurezza per tutta la campagna elettorale, conquista il Viminale per Roberto Maroni e si aggiudica anche l’Agricoltura per Luca Zaia. Il pacchetto di dicasteri che vanno al Carroccio si completa con i due senza portafoglio di Riforme (Umberto Bossi) e Semplificazione (Roberto Calderoli). Fino all’ultimo Berlusconi tenta di rispettare il suo proposito di portare sei donne ministro nel suo governo, ma alla fine le ministre saranno solo quattro.
Il partito di Gianfranco Fini fin dal mattino è infatti sul piede di guerra per portare dentro l’esecutivo Andrea Ronchi, portavoce di An e fedelissimo del neo presidente della Camera. E’ Fini stesso a pretendere che Ronchi sieda in Consiglio dei ministri e i colonnelli si muovono (quasi tutti) perché questo avvenga. Berlusconi avrebbe invece preferito che i due ministeri senza portafoglio di An venissero riservati a Giorgia Meloni, ministro delle Politiche Giovanili, e ad Adriana Poli Bortone, che invece viene sacrificata a vantaggio di Andrea Ronchi, ministro delle Politiche Comunitarie. Ad An vanno poi due ministeri di peso, con portafoglio: Ignazio La Russa alla Difesa ed Altero Matteoli alle Infrastrutture. Folta la pattuglia di ministri azzurri con portafoglio: oltre a Frattini ministro degli Esteri, c’é Giulio Tremonti all’Economia, Claudio Scajola alle Attività Produttive, Sandro Bondi ai Beni Culturali, Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Mariastella Gelmini all’Istruzione, Maurizio Sacconi al Welfare ed Angelino Alfano, che alla fine la spunta su Marcello Pera nella corsa per Via Arenula.
Nonostante le nuove resistenze sorte sul suo nome nel pomeriggio, il giovane Alfano può contare sulla caparba determinazione del Cavaliere, che lo vuole Guardasigilli. Oltre agli otto ministri con portafoglio, agli azzurri vanno quattro dicasteri senza portafoglio: la Funzione Pubblica a Renato Brunetta, gli Affari Regionali a Raffaele Fitto, le Pari Opportunità a Mara Carfagna ed i Rapporti con il Parlamento ad Elio Vito. Nonostante fosse presente in tutti i totoministri degli ultimi giorni, non ce la fa invece Michela Vittoria Brambilla, che cede il posto a Rotondi. Per lei però è Berlusconi stesso ad annunciare ora un ruolo da viceministro con delega alla Sanità. Alla fine, il Cavaliere è soddisfatto: “Abbiamo una buona squadra: molti nuovi ministri, quattro donne, un impegno mantenuto. Lamentele? No, nessuna, siamo stati riguardosi nei confronti di tutti e tutto ha funzionato”.

 

La Squadra:

  • Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Gianni Letta - Sottosegretario a Pazzo Chigi
  • Franco Frattini - Ministro degli Esteri
  • Roberto Maroni - Ministro degli Interni
  • Ignazio La Russa - Ministro della Difesa
  • Giulio Tremonti - Ministro dell’Economia
  • Umberto Bossi - Ministro delle Riforme
  • Angelino Alfano - Ministro della Giustizia
  • Maurizio Sacconi - Ministro del Welfare
  • Luca Zaia - Ministro delle Politiche Agricole
  • Roberto Calderoli - Ministro della Semplificazione
  • Altero Matteoli - Ministro delle Infrastrutture
  • Sandro Bondi - Ministro per i Beni Culturali
  • Stefania Prestigiacomo - Ministro dell’Ambiente
  • Mariastella Gelmini - Ministro dell’Istruzione
  • Mara Carfagna - Ministro delle Pari Opportunità
  • Claudio Scajola - Ministro delle Attività Produttive
  • Elio Vito - Ministro per i Rapporti con il Parlamento
  • Renato Brunetta - Ministro della Funzione Pubblica
  • Andrea Ronchi - Ministro per le Politiche Comunitarie
  • Gianfranco Rotondi - Ministro dell’Attuazione del Programma

[Fonte: Ansa] 

Maggio 8, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | | Ancora nessun commento.

La Squadra del Governo quasi pronta…

Ormai ci siamo. Silvio Berlusconi è pronto a svelare la lista dei ministri del governo di Centrodestra. Anche le ultime fibrillazioni con Alleanza Nazionale sono state superate. Il partito di Gianfranco Fini ha ottenuto quella ‘compensazione’ che chiedeva per aver ‘perso’ il Welfare. Dicastero al quale andrà Maurizio Sacconi, esponente di spicco di Forza Italia che proprio mercoledì ha avuto un lungo incontro con il Cavaliere a Palazzo Grazioli.

L’ex vice di Maroni nell’esecutivo 2001-2006 ha vinto la concorrenza di Stefania Prestigiacomo. Alla Giustizia, nonostante qualche perplessità del Quirinale, andrà Angelino Alfano, coordinatore degli azzurri in Sicilia. Alla fine An avrà due ministeri con portafoglio (La Russa alla Difesa e Matteoli alle Infrastrutture), due senza e tre viceministri. Questi ultimi dovrebbero essere Mario Landolfi alle Comunicazioni, Adolfo Urso all’Economia e Alfredo Mantovano all’Interno. Sicuro un dicastero senza portafoglio per Adriana Poli Bortone e uno per Andrea Ronchi: si parla delle Politiche Comunitarie e delle Politiche Sociali. Dall’ultima bozza sulla squadra e stando alle indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it, Giorgia Meloni resterebbe fuori, facendo così scendere a cinque il numero delle donne in consiglio dei ministri.

Sistemate le caselle del Welfare e del Guardasigilli, la squadra di governo è fatta. Confermata la pattuglia di leghisti. Con Umberto Bossi la ‘quadra’ è stata trovata da tempo. Roberto Maroni ministro dell’Interno e Luca Zaia all’Agricoltura, sono i due dicasteri con portafoglio che spettano al Carroccio. Lo stesso Senatùr ricoprirà il ruolo di responsabile delle Riforme (per poi cedere l’incarico a Calderoli, forse). Semplificazione delle oltre ventimila leggi dello Stato e delle decine di migliaia di regolamenti. Questo sarà il compito di Roberto Calderoli al governo, in quel ministero “novità” annunciato dallo stesso esponente leghista. Un vero e proprio ministero ‘taglia-leggi’, con l’obiettivo di semplificare il corpus normativo. Alla Lega anche il viceministero delle Infrastrutture con l’ex Guardasigilli Roberto Castelli. Confermata l’assenza di vicepremier, con Gianni Letta, fedelissimo del numero uno del Popolo della Libertà, che tornerà ad occupare la poltrona di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Sicuri da diversi giorni Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri (più il Commercio europeo) e, come detto, Ignazio La Russa alla Difesa. La pattuglia femminile continua con l’azzurra Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, all’Istruzione. Sandro Bondi, che ha lasciato il ruolo di coordinatore nazionale di Forza Italia, occuperà la poltrona dei Beni Culturali. Un’altra donna all’Ambiente, la rossa Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà o Stefania Prestigiacomo.

La scelta arriverà soltanto all’ultimo momento. A Forza Italia anche le Attività Produttive con Claudio Scajola. Per completare la lista ci sono poi gli altri ministri senza portafoglio. Mara Carfagna, che sembrava inizialmente esclusa dalla lista dei ministri, alle Pari Opportunità o alla Solidarietà Sociale (dipende dall’incarico della Prestigiacomo), Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento e Raffaele Fitto agli Affari Regionali (confermato dallo stesso Cavaliere). Ormai certo il ritorno di Lucio Stanca all’Innovazione Tecnologica mentre per la Salute dovrebbe spuntarla il tecnico Ferruccio Fazio. Probabile un dicastero senza portafoglio anche per gli ex Udc Carlo Giovanardi e Gianfranco Rotondi. Ad Alessandra Mussolini un incarico di sottosegretario, forse all’Interno.

 

[fonte: canali.libero.it]

 

 

 

Maggio 7, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | | Ancora nessun commento.

Il PdL in provincia di Salerno

Non desidero rispolverare qui l’Apologia di Socrate, strumento davvero necessario per la comprensione della Politica e della sua sofisticata strategia; ma pur vero è che se di Politica vogliamo trattare non possiamo rinnegare ciò che è stata la nostra lezione base sia Essa proveniente dal sapere accademico o da quelle “scuole politiche” che ultimamente (e fortunatamente) si vanno creando sul territorio Italiano.
Quello che è avvenuto nella Provincia di Salerno ha il sapore accademico non solo di una maturità politica di appartenenti al PdL, ma evidenzia con marcata professionalità un lavoro ed un’attività che magistralmente condotta ed apportata da esponenti capaci di allocare con sinergia i molteplici tasselli, hanno incorniciato il “Quadro” della Vittoria.
Una vittoria che ha smontato la casta della sinistra nella gestione amorale dei voti per mezzo di sinistre minacce o favoritismi e non da ultimo per proprie incivili e banditeschi interessi personali.
Vedere la cupa e triste immagine di amministrazioni intere di sinistra accovacciarsi dinnanzi ad un risultato elettorale sorprendente e magnifico ha valorizzato ancor più il lavoro che sia nel grande che nel piccolo è stato portato avanti con sinergia, coesione, professionalità e maturità politica.
Aver vissuto in prima persona e con un gruppo eccezionale questa Campagna Elettorale, ha elevato, accresciuto ed evidenziato la mia stima verso tutti coloro che “disinteressatamente” hanno creduto in un programma sinergico, chiaro, avanzato e leale verso i cittadini e gli elettori tutti; un programma che ha ridato la libertà al Popolo Italiano, ha ridato quell’Identità Politica a tutti gli italiani che ormai sembrava essere persa del tutto.
Gli eventi sono tali proprio perché presumano risposta eccezionale e positiva, e l’evento del Dicembre 2007, per tramite del Presidente Berlusconi, ha prodotto ciò che oggi stiamo vivendo ma con la certezza di restare sempre più con i piedi ben piantati a terra, senza ne alter ego ne ergo sum, senza cullarci in un risultato tanto positivo quanto politicamente conquistato, senza ne dimenticarci ne abbozzare a chiuderci in difesa contro un’altrettanta compagine politica che non si rivede ne si identifica negli interessi dei cittadini.
Ragion per cui occorre che sulla base di questo risultato elettorale, il PdL vada in costituente e si materializzi in un unico grande Partito del Popolo della Libertà, allorché ci aspetta ancora tanto lavoro da fare: i cittadini hanno riconquistato la loro Identità Politica, ora il PdL ridia dignità alla Provincia di Salerno, alla Regione Campania.
Noi tutti siamo pronti al più cospicuo lavoro, all’allineamento, rispetto e credo dei principi fondamentali del PdL, Ci siamo e vorremo esserci, oggi e in futuro, per costruire, creare e con stima e rispetto Ringraziare del lavoro fatto e della disponibilità politica che autorevoli esponenti hanno saputo così ben rappresentare e convogliare un lavoro così perspicace al fine di produrre il risultato ottenuto nella provincia di Salerno.
Anche se da “Operatori Politici” ci sentiamo moralmente e politicamente orgogliosi non solo di rappresentare il PdL ma anche e soprattutto di ringraziare tutti i candidati e tutta la dirigenza politica Regionale, per averci dato la possibilità di vivere momenti di straordinaria esultanza con quest’ultima campagna elettorale; momenti che siamo sicuri di rivivere non solo nelle prossime competizioni territoriali ma anche provinciali e regionali.

Maggio 6, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , , , , | Ancora nessun commento.

Attualità

Ci resta un’unica speranza: che quella fine del mondo che i Maya hanno predetto per il 2012 si avveri, si avveri perché indicano (i custodi della profezia Maya) una fine del mondo non propriamente catastrofica, ne sanguinaria, ne apocalittica, ma una fine di un epoca, di un metodo di vita e un modo di pensare ormai obsoleto, violento, non più sopportabile.

Quindi ben venga questo (forse fantasioso, ma auspicabile) cambiamento il quale dovrebbe traghettare l’Essere Umano verso nuovi orizzonti, verso una nuova “pacifica” vita.

Questa, è un epoca in cui abbiamo voluto fortemente solo “tentare” di trovare soluzioni psico-sociali che avrebbero, in qualche modo, costituito l’essenza del capire, dell’analizzare e del debellare fenomeni che ci fanno rabbrividire, ma che comunque cataloghiamo come eventi, fatti ed episodi di normale amministrazione comunitaria, ovvero la nostra Società è questa e occorre mantenersela così com’è.

Appelliamoci al mistero che circonda questa nostra società, trasliamo pure nella cerca di una spiegazione politica per fatti accaduti come quello di Verona, o di Torino o di chissà quante altre città dove quotidianamente accadano vergognosi episodi che prima o poi sfociano nell’irreparabile, nella perdita di vite umane.

Non si contano più, ormai, fatti ed aggressioni esercitati in nome di un chissà quale alchemico pensiero, malessere, sgomento esistenziale.

E, noi, li, a commentare con un semplice, spontaneo brivido di orrore la morte di un Ragazzo pestato a sangue da un gruppo di violenti; l’aggressione a forze dell’ordine per aver osato di multare, a guardarci sorpresi ma contestualmente interessati il filmato in cui giovani ragazzi minorenni si divertono ad incendiare la testa al proprio compagno di scuola.

Cento, mille fatti del genere accadano ogni giorno nel mondo, e noi altri? fintanto che non siamo ne vittime ne autori di questi veri e propri delitti, cosa facciamo? Stiamo li in finestra a guardarci lo spettacolo, a commentare con il nostro collega, amico o conoscente gli articoli dei giornali che riportano con enfasi informativa tali episodi per poi dimenticarsene la sera appena rientrati a casa, nel luogo che dovrebbe darci sicurezza, ma così non è, ed essere pronti per il giorno seguente a rileggere altri nuovi fatti accaduti e commentare con il nostro consueto: “questa è la vita”.

Siamo ipocriti prima con noi stessi e poi verso la società, della quale noi siamo, dovremmo, essere parte integrante: la società, questa sconosciuta “bestia” che ci opprime, ci sconforta, ci costringe ad uno spazio proprio, delimitato, ma che comunque e in ogni caso non ci appartiene.

E’ l’epoca ormai dove psicologia, criminologia e sociologia si intrecciano in un balletto sabbatico il quale evidenzia costantemente quanto distante sia la nostra appartenenza alla collettività, al vivere insieme, al guardare il nostro prossimo come individuo della stessa specie.

E’ difficile il commentare, è difficile l’analizzare, ma resta di una semplicità enorme vederci costretti a sperare che quella profezia Maya si avveri, per il bene della nostra esistenza, per il bene dell’Essere Umano.   

Maggio 6, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Attualità | | Ancora nessun commento.