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Quale Società per il Futuro Sociologico

Quello che rappresentiamo, oggi, come individui mutualistici del nostro male è la “imperfetta” convinzione che il fenomeno del “colpevole non sono io” sia propria di una società ormai al degrado e che ci rende facile traslare dal concetto di una fenomenologia kantiana dell’approssimarsi alla soluzione che, una società è tale se libera ed è libera se essa è espressione di democrazia e civiltà. Un concetto che non rende difficile non solo percepire ma per lo più constatare che tutta la società italiana, intesa e vista con pensiero sociologico e morale, è ormai alle battute finali di un era che deve essere risanata, ricostruita e poi tutelata. Oggi siamo facili e propensi alla soluzione statica e immorale di colpevolizzare l’individuo, come soggetto unico della società che lo circonda, piuttosto che attribuire la “colpa” alla Società nel pieno della sua interezza; questo perché non siamo più capaci di riconoscerci come soggetti fondamentali, univoci ed essenziali per la nostra società, e ciò è male, le immoralità individuali vengono oggi indicate come responsabili del degrado della Società, in passato invece si aveva il concetto che era la Società che degradava l’individuo. Il fenomeno, oggi in voga, è proprio quello di incolpare il “singolo” ed estraniarsi dall’idea di contribuire alla soluzione di tale problema indicando, di contro, che è la Società che evidenzia quel “soggetto” proprio a causa della denigrazione che facciamo verso noi stessi e verso il concetto morale e civile di convivenza sociale.La sociologia, “la scientia scientiarum” come definita dal fondatore Auguste Comte, è una scienza in agitazione, questo per riflessione teorica e per considerazione della sua intrinseca trasformazione naturale, soggettiva ed individualistica, non a caso essa è scienza che non si esaurisce in un fatto conoscitivo, anzi più si allarga il contesto in cui la sociologia è applicabile ed analizzabile e più essa si arrampica sulla trasformazione, evoluzione e alcune volte sulla regressione. Gli anni della sociologia nella sua estensione di studi sono stati senza dubbio tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, facendo ricordo allo stesso Auguste Comte, a Ferdinand Tönnies, Durkheim, Maximilian Carl Emil Weber, e tanti altri fino ad arrivare a Franco Ferrazzotti il quale definiva la sociologia come “scienza dell’incertezza” e via “via” ad altri illustri sociologi che hanno contribuito con studi a delineare per lo più la tesi più accreditata sulla sociologia: essa è un concetto fondamentale della comunità per guardarsi criticamente nel ruolo complesso ed unitario di società. Una società che a quanto pare oggi non si riconosce più tale, proprio a causa della disgregazione che essa ha subito a causa della impropria funzione che ogni individuo ha voluto vestire: la personalizzazione di tutto ciò che lo circonda e il rifiuto totale di co-partecipazione di una comunità quale espressione genuina di civiltà e moralità. L’uomo oggi è abituato a guardare solo sui propri piedi e non volgere lo sguardo verso tutto ciò che lo circonda, producendo distacco da concetti e percezioni che una sana community possa risolvere l’inadeguato sistema anti-sociale che oggi si manifesta nel nostro Paese. A concorrere verso questo degrado sociale ci sono diversi “attori”, dalla frenetica corsa all’arrivismo, al protagonismo, agli obiettivi di ricchezze e di accumuli di beni, dall’ostentazione all’individualismo, la mancanza di identità politica, il senso politico (poiché anch’esso è sociale) e così via fino a riempirci la mente di cosa ci manca e cosa non abbiamo mai avuto. La Società , è un bene prezioso e come tale va riservato nella sua parte migliore che è espressione genuina della sussistenza in un contesto comunitario, essa va lasciata evolversi, e trasformarsi ogni qualvolta “agenti” esterni ne considerano il cambiamento, ma pur sempre va tenuta custodita la sua valorizzazione, come componente essenziale della nostra quotidiana vivibilità. Occorre oggi rivedere la sociologia per far fronte al male che ci circonda o piuttosto, interpellare la nostra coscienza al fine di riavvicinarci alla sociologia, nel pieno del suo significato di studio e conoscenza? Sia nell’uno che nell’altro caso ci troveremo di fronte ad una insana preoccupazione risolutrice: abbiamo forse aspettato tanto, troppo, e oggi ci troviamo a fare i conti con un sistema sociale ed una società che stenta a riconoscersi, e ne ha ragione, poiché siamo noi i primi a non riconoscere la nostra società come tale.
Glicerio Taurisano
pubblicato anche su> www.crimelist.it

Aprile 18, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Societa | , , , | Ancora nessun commento.

30 anni fa, il sequestro Moro

(Ansa) 16 marzo 1978, ore 9,02: una Fiat 132 con a bordo il presidente della Dc Aldo Moro e il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, guidata dall’appuntato Domenico Ricci, percorre via Mario Fani, seguita dall’Alfetta con i tre agenti della scorta, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi. Le due vetture sono partite, come quasi ogni mattina, dall’abitazione di Moro, in via del Forte Trionfale, e, seguendo il percorso abituale verso il centro, hanno raggiunto via Fani. In via Fani, davanti al bar Olivetti (chiuso per il riposo settimanale), pochi metri prima dell’ incrocio con via Stresa, una Fiat 128 con targa diplomatica frena bruscamente e viene tamponata dalle auto dei Moro, che restano bloccate. In tre minuti, un “commando” di brigatisti formato, almeno ‘ufficialmente’, da nove persone (più una decima con funzioni solo di vedetta), vestiti con divise da aviatori civili, uccide gli uomini della scorta e sequestra il presidente della Dc. Solo Jozzino, ferito, riesce a sparare qualche colpo, inutilmente, prima di essere finito. I terroristi hanno sparato in tutto 91 colpi, 49 dei quali ad opera di un unico killer, che usava un’arma mai ritrovata. Un testimone esperto di tiro definirà quel brigatista “un tiratore scelto” che sparava come “Tex Willer”. Il commando era formato da Valerio Morucci, Franco Bonisoli, Prospero Gallinari e Raffaele Fiore (il cosiddetto ‘gruppo di fuoco’), Mario Moretti e Bruno Seghetti (alla guida di due auto), Barbara Balzerani, Alvaro Lojacono e Alessio Casimirri (nel ruolo di ‘cancelletti’), più Rita Algranati che, più distante, doveva segnalare agitando un mazzo di fiori l’arrivo del corteo di auto con Moro a bordo. Molti testimoni hanno però parlato della presenza di due persone su una moto Honda. In più, nella ricostruzione ufficiale non quadra il fatto che tutti i terroristi avrebbero sparato da un solo lato, mentre una perizia (e alcune testimonianze) sembrerebbero dimostrare che uno dei killer era sul lato opposto. Moro stava andando alla Camera, dove Andreotti avrebbe presentato il suo nuovo Governo, il primo con l’appoggio del Pci, nato proprio dal paziente e faticoso lavoro di Moro. All’angolo dell’agguato c’era di solito il furgone di un fioraio, ma quel giorno era rimasto a casa perchè aveva trovato il suo mezzo con tutte le ruote squarciate. Da un balcone, un testimone, carrozziere, scatta diverse foto. La moglie, giornalista dell’Asca, consegna il rollino al giudice Infelisi. Alle 9,24 polizia e carabinieri dispongono posti di blocco sulle strade in uscita dalla città, mentre in via Fani sono arrivati i responsabili dell’ ordine pubblico ed Eleonora Moro. Lo statista, secondo la ricostruzione in seguito fatta da Morucci, con una “132″ scortata da altre due vetture ha raggiunto Monte Mario. Il presidente della Dc viene trasferito su un furgoncino e con questo viene portato in un parcheggio sotterraneo in via dei Colli Portuensi e qui trasbordato su un’ auto “blu” che lo porta nella “prigione” di via Montalcini. Alle 10:10 arriva all’ANSA la prima telefonata di rivendicazione delle Br. Nella giornata viene proclamato lo sciopero generale e centinaia di migliaia di persone manifestano a Roma e in tutte le più grandi città, mentre si susseguono i vertici a Palazzo Chigi, in questura, al Viminale. grandi città, mentre si susseguono i vertici a Palazzo Chigi, in questura, al Viminale. Il caos è aumentato dal fatto che i telefoni della zona, proprio in quel momento, rimangono muti. Un malfunzionamento dovuto, secondo la Sip, al sovraccarico delle linee.

(tratto da Ansa.it)

Aprile 15, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , | Ancora nessun commento.

60 anni fa, le prime elezioni politiche

60 anni fa, e precisamente il 18 Aprile 1948, l’Italia viveva un evento di elevata importanza politica, le prime elezioni dopo due anni da quelle per la Costituzione.

Partiti, politici ed elettori si confrontavano alla ricerca di una identità politica anche se l’evento veniva vissuto più come una manifestazione popolare piuttosto che come un importanza politica e democratica. Tuttavia il desiderio di ritrovarsi compartecipi in una neo nata democrazia faceva si di partecipare all’evento con grande eccitazione.

Ma come votarono gli Italiani 60 anni fa?

 

 

Partiti

voti

voti (%)

seggi

Democrazia Cristiana (DC)

12.740.042

48,51

306

Fronte Democratico Popolare (FDP)

8.136.637

30,98

183

Unità Socialista (US)

1.858.116

7,07

33

Blocco Nazionale (BN)

1.003.727

3,82

18

Partito Nazionale Monarchico-Alleanza dei Lavoratori (PNM)

729.078

2,78

14

Partito Repubblicano Italiano (PRI)

651.875

2,48

9

Movimento Sociale Italiano (MSI)

526.882

2,01

6

Südtiroler Volkspartei (PPST-PPTT)

124.243

0,47

3

Partito dei Contadini d’Italia

95.914

0,37

1

Partito Cristiano Sociale

72.854

0,28

0

Partito Sardo d’Azione (PSd’Az)

61.928

0,24

1

Movimento Nazionale Democratici Socialisti

56.096

0,21

0

Unione Movimenti Federalisti

52.655

0,20

0

Blocco Popolare Unionista

35.899

0,14

0

Partito Comunista Internazionalista

20.736

0,08

0

altri

83.294

0,37

0

Totale

26.264.458

100,00

574

 

 

Partiti

voti

voti (%)

seggi

Democrazia Cristiana (DC)

10.899.640

48,11

131

Fronte Democratico Popolare (FDP)

6.969.122

30,76

72

Blocco Nazionale (BN)

1.216.934

5,37

7

Unità Socialista (US)

943.219

4,16

8

USPRI [1]

607.792

2,68

4

Partito Repubblicano Italiano (PRI)

594.178

2,62

4

Partito Nazionale Monarchico (PNM)

393.510

1,74

3

Movimento Sociale Italiano (MSI)

164.092

0,72

0

Südtiroler Volkspartei (SVP)

95.406

0,42

2

Partito Sardo d’Azione (PSd’Az)

65.743

0,29

1

PLI – Indipendenti [2]

45.732

0,20

1

PLI – Indipendenti [3]

23.966

0,11

1

MSI – Indipendenti [4]

23.576

0,10

1

PNM – Indipendenti [5]

22.114

0,10

1

PLI – Indipendenti [6]

19.944

0,09

1

altri

572.322

2,53

0

Totale

22.657.290

100,00

237 [7]

 

Aprile 11, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | | Ancora nessun commento.

L’ombra dello slittamento delle elezioni

Il Consiglio di Stato ha deciso di riammettere la DC di Giuseppe Pizza.

Ora però spetta al TAR del Lazio pronunciarsi in merito. Intanto i primi commenti su un probabile rinvio della data delle elezioni si fanno sentire a gran voce.

Amato, in qualità di Ministro degli Interni, non esclude il rinvio del voto, spiegando, con una certa enfasi, che spetta a chi ha fissato la data delle elezioni decidere sul da farsi, quindi a Governo e Capo dello Stato.

E, mentre Pizza, dichiara:

“L’esclusione dalla competizione politica nazionale non è dovuta ad una nostra responsabilità, ci siamo battuti fino in fondo contro un provvedimento iniquo e sbagliato, l’ordinanza del Consiglio di Stato ci ha dato ragione ed ora abbiamo diritto di svolgere la campagna elettorale come tutti gli altri partiti. Già ci è capitata la stessa vicenda per le elezioni amministrative dello scorso anno – continua  Pizza – e tre Tribunali amministrativi regionali e il Consiglio di Stato ci avevano dato ragione, stavolta abbiamo ottenuto una conferma più difficile, perché il ministero dell’Interno ha preso una decisione politica e non amministrativa. Ci siamo attivati per far sequestrare il simbolo Udc, che viene ancora usato illegittimamente nonostante la sentenza che autorizza solo la nostra formazione politica ad utilizzare lo scudo crociato”, il disagio è al quanto sentito da tutte le forze politiche, infatti una decisione di rinvio della data di elezioni provocherebbe un’altrettanto disagio organizzativo in tutta la macchina elettorale e sarebbe un danno per il Paese, ma pur vero è che la DC di Pizzi avendo il diritto del simbolo e di partecipare alla campagna elettorale occorre che gli si dia in giusta misura lo spazio che hanno avuto gli altri partiti fino ad oggi, per cui …. tutto da rifare?.. vedremo! Intanto l’Italia aspetta, aspetta….

Aprile 2, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Politica | , | Ancora nessun commento.

Intell-Studies

l’Obiettivo è creare una grande comunità di Ricerca e Studi per nuove strategie di Intelligence e Sicurezza, attraverso contributi di docenti, studenti, operatori, analisti o semplici appassionati. Presto sul sito web: www.gliceriotaurisano.it tutte le informazioni.

Aprile 2, 2008 Pubblicato da gliceriotaurisano | Attualità | , , , , , | Ancora nessun commento.