TRE MILIARDI PER RILANCIARE IL TURISMO
Arrivano per le piccole e medie imprese del turismo quasi tre miliardi di euro, i quali saranno disponibili attraverso i 20.000 sportelli presenti su tutto il territorio nazionale.
Questo è quanto il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, sostiene a dar forza e slancio alle altre sue iniziative per lo sviluppo del turismo in Italia. E’ proprio dal settore Turismo che può ripartire la macchina Italia, afferma il Ministro Brambilla, infatti il Governo, già nel giugno 2009 ha avviato il progetto “Italia&Turismo” con la partecipazione di 5 grandi gruppi bancari e altri Istituti di Credito.
Un progetto unico, lo definisce il Ministro Brambilla, infatti una iniziativa del genere non ha precedenti sia per la sua particolarità che per la somma messa a disposizione per le piccole e medie imprese operanti nel settore del turismo.
Tre miliardi circa, quindi, destinati a tutta la filiera di settore: agenzie di viaggio, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, per ristrutturazioni, promozione, progetti, etc.
E’ una grande occasione per le strutture turistiche poiché questa è la possibilità di poter usufruire di prestiti agevolati, ad esempio a gennaio 2010 e cominciare a pagare dopo la stagione lavorativa del 2010.
Al via la Campagna Adesioni al Popolo della Libertà
I soldi raccolti dal tesseramento per l’80% saranno destinati al territorio
“L’apertura delle adesioni è un’ occasione importante perchè da oggi non ci saranno più distinzioni sulle appartenenze precedenti”.
Lo ha affermato il responsabile Adesioni del Pdl, Gregorio Fontana, il quale ha spiegato che coloro che volessero aderire al partito ha a disposizione due tipi di tessere: quella per gli aderenti e quella per gli associati. Il costo di adesione per la prima categoria di persone è di 20 euro e con la tessera di ’aderente’ si ha il diritto di voto e la possibilità di partecipare alla vita attiva del partito. Per gli associati la quota d’iscrizione è di 50 euro. Diventando associati si ha la possibilità di essere eletti all’interno dei vari organismi del Pdl.
“Delle agevolazioni saranno date a chi già era tesserato in Forza Italia o Alleanza Nazionale. Inoltre è previsto uno scontro del 50% per i nuclei familiari e delle facilitazioni anche per i giovani e gli anziani. Ovviamente ci saranno delle quote differenziate per chi ricopre incarichi, da quelli negli enti locali fino ai parlamentari”.
La quota per deputati e senatori è infatti di 1000 euro. I soldi raccolti dal tesseramento per l’80% saranno destinati al territorio. “Il tesseramento – ha osservato Sandro Bondi – è uno dei tasselli fondamentali nella costruzione di un partito. Siamo sulla buona strada”. Ignazio La Russa spiega: “da oggi ci divideremo i compiti in modo che ognuno risponderà del proprio operato. È finita la fase in cui procedevamo come un solo uomo, ora possiamo muoverci separatamente sulle decisioni operative quotidiane”.
Ovviamente, ci tengono a precisare i tre coordinatori, le decisioni politiche saranno sempre prese a livello collegiale. Soddisfatto per l’avvio dell’adesione al Pdl è anche l’altro coordinatore del partito Denis Verdini: “Ci aspettiamo un grande risultato”.
COORDINAMENTO PDL: I compiti dei tre coordinatori nazionali
I tre Coordinatori nazionali del Popolo della Libertà, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, con l’avvio della campagna di tesseramento che apre una nuova fase della vita del PDL dopo che sono stati positivamente insediati i coordinamenti regionali e provinciali, per rendere più snella ed efficiente la macchina del partito hanno deciso di ripartire i compiti del Coordinamento nazionale previsti dallo statuto.
Il senatore Bondi seguirà la formazione ed il coordinamento delle consulte, l’onorevole La Russa si occuperà della comunicazione, propaganda ed enti locali, mentre l’onorevole Verdini si dedicherà all’organizzazione e al settore elettorale. Naturalmente, si tratta di una tripartizione operativa, restando inalterato il ruolo di decisione collegiale su tutte le materie in capo ai tre coordinatori.
Crimor, Capitano Ultimo
Quella sporca dozzina, così li chiamavano, ma loro lo “sporco” lo cambattevano e come se lo combattevano. E ora, ora l’abbandono, la cecità: l’Italia per bene non ci stà, gli Uomini di Crimor non ci stanno:
“Non abbandoneremo il nostro comandante e saremo noi, nel tempo libero, a fargli la scorta”. In campo ora scendono loro, quelli che hanno lavorato con lui, quelli che con lui hanno combattuto Cosa Nostra. Dopo che a Capitano Ultimo è stata tolta la scorta per difendersi dalla Mafia che lo ha condannato a morte ora sono i suoi uomini a volerlo difendere. Li chiamavano quella “sporca dozzina” perché negli anni più cruenti della lotta alla Mafia fecero sognare l’Italia, arrestando decine di latitanti mafiosi, rischiando la vita e infiltrandosi tra uomini d’onore e facendo parlare i pentiti. E per difendere Ultimo scelgono di rompere il silenzio che l’Arma richiede. Ma dopo gli attacchi di Giorgio Bocca dalle pagine dell’Espresso e di Santoro dalla trasmissione Annozero alla Benemerita, la misura pare essere colma. E così, per non lasciare solo il loro comandante, i carabinieri del Crimor (il reparto dei Ros creato agli inizi degli anni ‘90), si sono sentiti al telefono, si sono visti, hanno parlato e deciso di darsi il cambio nel tempo libero a tutela del colonnello Sergio De Caprio. Per fare questo, per non andare contro il regolamento dell’Arma, prima hanno deciso di rivolgersi al loro Comando Generale con una lettera, per essere formalmente autorizzati. Non vogliono il pagamento di straordinari, non chiedono indennità o trasferte. Vogliono solo essere dove ritengono ci sia bisogno. Intanto nelle bacheche di numerose caserme di tutta Italia il testo della lettera è già stato affisso. Ecco in esclusiva su Tgcom la lettera Noi siamo quelli che un tempo ci chiamavamo CRIMOR, gli uomini dell’uomo che si chiamò Ultimo, quelli che oggi vengono accusati ed offesi. Il nostro Comandante viene colpito alle spalle da basse insinuazioni e viene privato della scorta, in un Paese dove la scorta viene concessa, come status symbol, anche a chi cannibalizza il Paese. Noi ci offriamo, tutti noi, in congedo o in servizio, per scortare e difendere il nostro Comandante dalle insidie della Mafia. Una Mafia che arringa, tiene banco e spiega la storia, utilizzando come uditorio spettacoli televisivi grondanti falsità ed odio nei confronti di chi ha sofferto e combattuto. Noi ascoltiamo e dentro cresce la rabbia, la stessa con cui abbiamo combattuto i nemici della Patria. Ma quelli erano più onesti, utilizzavano armi convenzionali e finivano in galera, non nelle trasmissioni… E chi ha vestito una divisa, e poi una toga ed ora siede tra i banchi del potere non può parlare senza cognizione di causa e condividere ciò che propagano certe persone con doppi fini. Noi abbiamo combattuto per tutti, loro invece sembra che combattano solo per sé stessi, per la loro crescita in potere e ricchezza. Noi abbiamo il cuore a pezzi ed ogni falsità, ogni celebrazione del male allarga la ferita, ma siamo qui, nell’ombra dell’uomo che ha camminato, sempre, verso la luce della legalità e della salvaguardia dello Stato. Quel che resta del gruppo di Capitano Ultimo.
IL PUC DI CAPACCIO E’ GIA’ MORTO
COMUNICATO STAMPA
a rilascio immediato
“IL PUC DI CAPACCIO E’ GIA’ MORTO, qualora non venga drasticamente rivisitato”. Questo il significativo e testuale commento del Prof. P. Paolino, Presidente del Consiglio comunale di Capaccio, nell’incontro-dibattito di domenica 18 ottobre organizzato dal locale Circolo del PDL . Tale importante dichiarazione, che per la prima volta è stata resa in un incontro pubblico da un esponente della maggioranza che governa la Città dei Templi, sintetizza il senso della giornata di domenica.
Evento che è stato un sicuro successo per il Circolo PDL di Via Magna Graecia, sia per il nutrito e qualificato pubblico presente, ma anche e soprattutto per il risultato di chiarezza raggiunto su una tema, il PUC, che ha visto un infiammato dibattito nella cittadina della Piana dei Templi e che ha espresso il netto rigetto dei cittadini, delle associazioni, dell’opposizione di centro-destra come anche di diversi esponenti della maggioranza alla Redazione Programmatica, così come redatta dal tecnico incaricato, il prof. Francesco Forte.
L’incontro moderato da Vincenzo Di Sirio, PR del locale Circolo del PDL, ha visto, inoltre, la partecipazione del consigliere comunale, gen. Giuseppe Troncone, e dei consiglieri provinciali Fernando Zara e Mimmo Di Giorgio.
Quasi tutti accesi e sentiti gli interventi. Il gen. Troncone ha come sempre chiosato con grande precisione esprimendo i suoi dubbi e le sue perplessità sia sull’iter di formazione del PUC che sui contenuti del Relazione Programmatica specie per quelli in contrasto con il documento politico presentato in Consiglio comunale dall’opposizione di centro-destra ed assunti come emendamento alla proposta della maggioranza. Tuonante l’intervento del prof. Paolo Paolino il quale dopo aver elencato dettagliatamente tutte le manchevolezze del Prof. Forte (incaricato alla redazione del PUC) ed in particolare il non rispetto degli indirizzi dettati dal Consiglio Comunale da parte dello stesso, ha anche espresso le sue perplessità sui contenuti, quali le incomprensibili Norme di Attuazione e l’esagerato e inopportuno aumento dei vincoli su un territorio, già fortemente penalizzato. Inevitabile quindi la sua affermazione: “così com’è il PUC, E’ GIA’ MORTO, qualora non venga drasticamente rivisitato”. Di analoga opinione il Consigliere N. Ragni, che ha ricordato la sua contrarietà al rinnovo dell’incarico al prof. Forte, cosa ribadita anche dal consigliere F. Longo. Posizione leggermente diversa, da quella comune su alcuni contenuti della Relazione Programmatica, è invece quella del consigliere V. Scairati, Presidente della commissione consiliare speciale per il PUC, che ha comunque concordato con Paolino e Troncone sulla incongruenza della RP con gli indirizzi programmatici. Ha, infine, confermato che è ferma volontà dell’Amministrazione che la Relazione debba essere adeguata agli indirizzi dettati dal Consiglio Comunale.
Emblematico l’intervento del Consigliere Provinciale F. ZARA. Per lui, “qualora il PUC non venga adeguato agli indirizzi del Consiglio Comunale,“ votati anche dalla minoranza con l’acquisizione di alcune sue proposte ed indicazioni, “nei suoi contenuti, non solo è già morto, ma E’ ANCHE SEPOLTO”. Perentorio quindi Zara: “con la relazione così com’è” con i problemi prospettati nell’incontro-dibattito “il PUC non avrà mai l’approvazione del Consiglio Provinciale”. Da non sottovalutare il riferimento (forse un criptico messaggio?) sempre di Zara che interloquendo con un esponente locale ha ricordato che “gli Assessori NON VOTANO”. Importante, anche, il contributo al dibattito del Sindaco di Motercorvino Pugliano, nonché Consigliere Provinciale, Mimmo di Giorgio, il quale dopo aver brevemente ma abilmente parlato dei processi formazione del PUC e del vecchio PRG ha rammentato ai presenti che i Consiglieri Provinciali voteranno solo un PUC che abbia come priorità LA SALVGUARDIA DEGLI INTERESSI GENERALI.
Non dimenticato, poi, un altro importante passaggio che è l’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e delle sue ricadute sul nostro territorio. Piano, che ricordiamo elaborato dall’amministrazione Villani, che vede, come affermato dall’arch. Scairati, la stessa Amministrazione comunale di Capaccio fortemente critica per quanto previsto per il nostro territorio. Sarà importante, quindi, il lavoro di analisi e di redazione di osservazioni e contributi che presto si avvierà in Consiglio comunale per la tutela dei giusti interessi della nostra collettività.
In conclusione possiamo dire che tutti i presenti, cittadini, autorità ed esponenti politici di maggioranza come di opposizione hanno unanimemente concordato sul PUC: “TUTTO DA RIFARE. Che Forte lo voglia o no”.
Comunicato Stampa_PdL_Capaccio-Paestum – www.pdlcapaccio.it
Lotta alla Criminalità, i dati del Viminale
Il Ministro dell’Interno Maroni ha illustrato al Consiglio dei ministri i risultati della lotta alla criminalità organizzata. Più di 5 miliardi di euro è la somma sequestrata. Con queste risorse sarà creato un Fondo a disposizione e ripartito tra le Forze dell’ordine.
Il Ministro ha anche illustrato alcuni dei risultati più significativi nel contrasto alla criminalità che il Governo ha ottenuto in questo suo primo periodo di lavoro: sono stati arrestati 270 latitanti, il 91% in più rispetto ai 17 mesi precedenti. Le operazioni di polizia giudiziaria effettuate sono state 335 (+40%), gli arresti complessivi 3.479 (+26%). Dei 270 latitanti arrestati, tredici (+62%) sono quelli inclusi nell’elenco dei 30 più pericolosi e 35 (+119%) quelli inseriti nell’elenco dei cento più pericolosi.
“Nell’azione di contrasto alla mafia - ha detto il ministro dell’Interno - ci siamo concentrati, oltre che nella cattura dei latitanti, sui patrimoni: ben 5 miliardi e 372 milioni di euro di beni sono stati sottratti alle cosche mafiose, che potremo utilizzare ora contro la mafia stessa“. Maroni ricordando che ” è stato creato il fondo unico di giustizia dove affluisce il denaro sequestrato alla mafia, finora rimasto nei forzieri della banche” ha sottolineato come il governo metterà a disposizione delle forze dell’ordine l’intera dotazione del Fondo unico giustizia che, al 30 settembre, ha raggiunto i 676 milioni di euro.”Nel Fondo – ha spiegato Maroni – c’è il denaro liquido sequestrato alla mafia che sarà messo a disposizione e ripartito tra le forze dell’ordine, da gennaio del prossimo anno, sulla base del consuntivo“. Acquisizione e analisi delle informazioni concernenti i fenomeni criminali di stampo mafioso. Investigazioni giudiziarie per il contrasto alla criminalità organizzata. Promozione e sviluppo dei collegamenti con gli organismi esteri specializzati nella lotta alla mafia.
Il Ruolo della D.I.A.
La Direzione Investigativa Antimafia (Dia) è un organismo investigativo specializzato, a composizione interforze, con competenza su tutto il territorio nazionale.
Istituita nell’ambito del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – con legge 30 dicembre 1991 n. 410 – essa ha il compito esclusivo di assicurare lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata, in tutte le sue espressioni e connessioni, nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative ai delitti di associazione di tipo mafioso o, comunque, ricollegabili all’associazione medesima.
L’assetto organizzativo – definito dal Ministro dell’Interno con propri decreti, sentito il Consiglio Generale per la lotta alla Criminalità organizzata – prevede al vertice della Struttura un Direttore, scelto, a rotazione, tra gli alti funzionari della Polizia di Stato, Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, che abbiano maturato una specifica competenza nel settore della lotta al crimine organizzato. Per l’esercizio delle sue funzioni lo stesso si avvale della collaborazione di due Vice Direttori – ad uno dei quali è anche affidata la funzione Vicaria – che hanno il compito di sovrintendere rispettivamente alle attività operative ed a quelle amministrative. La D.I.A. – che per il perseguimento dei propri obiettivi istituzionali gode di autonomia gestionale amministrativo-contabile – si compone di una Struttura centrale, articolata in tre Reparti e sette Uffici, e di una Struttura periferica, costituita da dodici Centri e sette Sezioni Operative.
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/misure_antimafia/lotta_mafia.html
